“Inizi a fregare quando credi di non aver più niente da dare”

competizione
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Il mio primo post inizia con questa citazione, ascoltata circa 6 anni fa durante un corso di formazione sul Team Building.

Per spiegare questo concetto faccio un passo indietro.
Appartenere a un sistema (che sia un team di lavoro piuttosto che un gruppo d’amici) comporta l’accettazione del principio dello scambio: io porto qualcosa e ricevo qualcos’altro. Offro le mie competenze e le mie abilità e ne ricevo denaro e prestigio (al lavoro), o più semplicemente posso concedere la mia simpatia e dedizione ai miei amici per poi accorgermi che il gruppo mi identifica e tratta come un carismatico trascinatore.
E fin qui tutto bene.

I problemi, però, spesso nascono quando qualcuno si mette a fare le stesse cose che fai tu (colleghi della stessa ditta piuttosto che imprenditori concorrenti o nuovi partecipanti alla compagnia), facendo leva sui tuoi stessi punti di forza.
L’altro rischia di diventare così una minaccia al tuo sostentamento, colui che potrebbe sostituirsi a te e ricevere ciò che hai ricevuto fino a quel momento, entrando così in competizione.

E allora bisogna correre ai ripari. Ma come? Gli orientamenti possibili sono fondamentalmente 2 (e qui torno alla questione iniziale):

1. Fregare prima che ti freghino. Inizi a difenderti, ti arrocchi dietro alle tue convinzioni e convogli tutte le energie in un’unica direzione: ‘sconfiggere’ il rischio che l’altro rappresenta, magari anche fregandolo. Quando lo fai significa che senti di dover giocare l’ultima carta, l’acqua è alla gola e ti sembra di non avere altre possibilità. In ultima analisi, credi di non avere più altro da scambiare col sistema al quale appartieni. E se al sistema non dai, allora il sistema ti taglia fuori. E piuttosto di soccombere nella competizione, freghi (mors tua vita mea).

2. Migliorare te stesso e trovare qualcosa di diverso da dare (o un nuovo modo per farlo). Guardati dentro, scopri e sviluppa tutte le tue capacità e peculiarità, perché sono quelle che ti identificano come persona originale e inimitabile, fonte continua di risorse personali e di nuove sfaccettature.
Ogni particolarità che scovi, che sia competenza pratica piuttosto che passione o ancora modalità differente di porsi, dosata in modo corretto, può diventare così una nuova carta da giocare all’interno del team, un modo per dare un contributo diverso a ciò a cui appartieni.
E più carte hai da giocare, più aumentano le possibilità di scambio col sistema e, di conseguenza, meno il potenziale rivale può spaventarti; anzi, potrebbe addirittura diventare un possibile alleato, col quale trovare nuovi modi per continuare a dare.
Quindi, finchè sai di aver ancora qualcosa da dare, non senti certo il bisogno di fregare.

Voi che ne dite? Siete d’accordo con me?

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  2 commenti

scritto da Brunella Giacobbe il 28 aprile 2011 Rispondi

‘Finchè sai di aver ancora qualcosa da dare, non senti certo il bisogno di fregare.’

Bravi ragazzi.

Fregare è anche ‘rubare le idee altrui’, nonché interi progetti… a che pro?
Perché le persone fanno così? E’ vero… forse non hanno molto da dare, ma nessuno li costringe a ‘dare ciò che non possono’… o forse sì?
Quando mi dicono di copiare un ‘modello’ da qualche parte rispondo che è una follia copiare la qualunque cosa, faccio mooolto prima a far da me, so che valore aggiunto dare, so che tutto ciò che è prodotto ex novo porta con sé una certa energia.

Fregare è anche ‘mentire volontariamente’.
Io ho la mia ‘strana’ teoria sul fatto che ‘dire la verità’ sia la strategia vincente praticamente ‘ovunque’ (lavoro, passioni, relazioni). Come si può battere la verità? Nulla può batterla. Io mi sento ‘fregata’ in continuazione dalle menzogne degli altri, che purtroppo e dico ‘purtroppo’ non posso fare a meno di riconoscere. Fregare mentendo denota pochezza d’animo e troppa insicurezza (e anche sicurezza) di sé.

Fregare è ‘stupido’ e controproducente, a meno che tu non voglia vivere una vita ‘falsa’ e ritrovarti un giorno ‘vuoto di senso’.

Damiano: ‘Voi che ne dite? Siete d’accordo con me?’
Yep! Completamente.

scritto da Damiano Bordignon il 29 aprile 2011 Rispondi

Cara Brunella, grazie per questo tuo commento, assolutamente pertinente.
Come dici tu, credo anch’io che fregare denoti insicurezza e, molto spesso, poca conoscenza di sè. A volte, molte persone scelgono (consciamente o no) l’abitudine, perchè è comoda, perchè ha comunque sempre dato risultati, perchè ha permesso loro di sopravvivere o, più semplicemente, perchè non c’è mai stata l’occasione di fare una cosa diversa o di fare la stessa cosa in modo diverso. Può attrarre, da una parte, ma sicuramente è un limite alla creatività e alla capacità di trovare dentro di noi nuove risorse su cui scommettere.
A presto :D

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  1. Il Personal Branding genera innovazione
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