Dimmi chi sei e ti darò la mia amicizia!

Social-friendship
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Quante volte saranno capitate anche a voi (spero di ricerverne e non di farne!) richieste di amicizia sui Social Network del tutto anonime, senza due righe ad accompagnarle e vi siete chiesti “E questo chi è?“, “Perché vuole il mio contatto?“. Se ne avete ricevute, e ancor più se ne avete inoltrate di questo genere, allora questo è il post che fa per voi.

Nel Web Sociale esistono due tipi fondamentali di Social Network: quelli “simmetrici”, nei quali scambio l’amicizia con gli altri utenti, ovvero per entrare nel loro network devo chiedere ed essere autorizzato a condividere il contatto che sarà reciproco (per esempio Facebook), e quelli “asimmetrici”, dove mi limito a seguire gli altri utenti, e non necessariamente ne consegue una reciprocità di condivisione (per esempio Twitter). Ora, se nel secondo caso sarà cura ed interesse del singolo utente andare a verificare chi siano i suoi follower e decidere poi se ricambiare o meno il follow, nel primo sarebbe sempre buona norma accompagnare la richiesta d’amicizia con un breve messaggio di presentazione.

Il presupposto, nei Social Network “simmetrici”, dovrebbe essere che io condivido i contatti con persone che conosco effettivamente anche offline (cosa che alcuni esplicitano anche nella loro policy), ma nella realtà dei fatti tutti noi li usiamo per allargare la nostra rete sociale e professionale, entrando quindi in relazione con persone che effettivamente non conosciamo che attraverso le varie piattaforme in questione. Ed è proprio per questo che diventa necessario inviare, insieme alla richiesta, qualche riga in cui presentarsi e spiegare il perché dell’interesse ad entrare in contatto.

Ci sono due ordini di motivi per cui farlo: uno di squisita netiquette e uno, più opportunisticamente, di convenienza.

Riallacciandomi al precedente post di Damiano, la buona educazione è quello che distingue il mio stile di comunicazione sia offline che online. Un punto sul quale insisto costantemente è che la nostra identità online non è “virtuale”, cioè fittizia, irreale, altro da quello che siamo, ma piuttosto “digitale”, cioè la continuazione di quello che siamo nella realtà di tutti i giorni veicolata dagli strumenti digitali. Voi fermereste mai uno sconosciuto per strada chiedendogli indirizzo, professione, quanti e quali amici abbia, solo per allargare la vostra cerchia di amicizie? E quante volte vi siete infastiditi con l’addetto di telemarketing di turno che pretende di sapere al telefono in quanti siete in famiglia, che lavoro fate, quanti anni avete, solo per una ricerca di mercato? Quindi perché online non dovrebbe essere lo stesso? Perché, solo perché un pulsante me lo permette, assumo un comportamento che nella quotidianità troverei quantomeno sconveniente? Questa è netiquette, nient’altro che applicare quel po’ di buon senso che normalmente adotto in tutti i miei rapporti anche in quelli che stabilisco in rete.

Il secondo ordine di motivi è più prettamente una questione di convenienza personale. Ormai tutti, chi più chi meno, a seconda di quanti Social Network frequentiamo e con quali finalità, gestiamo decine, centinaia, se non addirittura migliaia di contatti nelle varie piattaforme. Una richiesta anonima, l’ennesimo socialfriend sconosciuto, per bene che gli vada di non essere ignorato, finirà per confondersi nella massa grigia di tutti quei contatti che nemmeno ricordo di avere.
Bastano poche righe (e non ditemi che sono quelle a portarvi via tempo ed energie) per emergere e distinguerti da questa massa, farmi interessare a te, fissare nella memoria il tuo avatar. Le cose da dire? Poche e semplici informazioni: “Ho visto il tuo profilo e mi interessa perché…”, “Ho letto quella cosa che hai scritto e mi sei piaciuto perché…”, “Siamo già in contatto su quest’altra piattaforma e vorrei condividere il contatto anche qui perché…”, “Abbiamo questi… amici in comune e quindi vorrei entrare in contatto anche con te perché…”, “Ci siamo conosciuti in quell’occasione… e vorrei mantenere i contatti anche qui”. Le formule e le motivazioni con cui giustificare il desiderio di entrare in contatto e stimolare l’interesse di una persona su un Social Network sono le più varie, ma possiamo riassumerle fondamentalmente in presentarsi ed esprimere perché ci interessa quella persona.

Se c’è già stato un precedente incontro, conversazione, una qualsiasi occasione di condivisione, è ovvio far riferimento a quell’episodio per farci riconoscere con più facilità. Oppure un buon metodo è dimostrare la nostra stima, fare un qualche complimento (sinceri!) per stimolare quel po’ di narcisismo che ciascuno di noi possiede e risultare simpatici da subito. Mentre sono assolutamente da evitare le frasi fatte, impersonali e precostituite, che non aggiungerebbero niente alla richiesta se non un’impressione di freddezza (a quel punto meglio niente o le frasi che alcuni Social Network forniscono di default). Ovviamente, una volta ricevuta ed accettata una richiesta formulata in questo modo, è altrettanto utile e appropriato rispondere al messaggio dimostrando di aver apprezzato il gesto.

Insomma, ricordiamoci sempre di quel “social” davanti a Social Network! Sono reti fatte di persone, di relazioni tra esseri umani, non comportiamoci come freddi robot che collezionano profili per il gusto di farlo, o perderemo di vista il valore di questa “rivoluzione sociale della comunicazione” che sta avvenendo coi Social Media.

E a voi, quante di queste richieste sono arrivate? Come reagite? Come inoltrate le vostre?

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scritto da

Enrico Bisetto è personal branding “creative” strategist e co-founder di Sestyle che, attraverso la consulenza e la formazione, ti accompagna a fare di stesso la chiave del tuo successo.

  2 commenti

scritto da evilripper il 6 maggio 2011 Rispondi

su facebook accetto solo chi conosco realmente su twitter sono molto più permissivo solitamente prima di aggiungere un contatto leggo la sua descrizione se mi pare ok ricambio l’adding senza troppi giri (ritengo twitter è un social molto immediato) :-D non mando messaggi di benvenuto anche se a volte li ringrazio sulla timeline… solo quando mi avanza tempo. Se mi mandano messaggi rispondo cmq sempre, prima li mandavo anche io ma mi rispondeva 1 su 10 anche perchè secondo me molti twitter manco lo sanno usare bene! :-D

scritto da Enrico Bisetto il 6 maggio 2011 Rispondi

Ahah :D, anch’io ho abbandonato l’abitudine dei DM di ringraziamento su Twitter, anche perché alcuni li vivono come un’inutile seccatura (gli vengono segnalati via mail) ma, appunto, mi riferivo ai social come Facebook e, soprattutto, LinkedIn, dove mi arrivano spesso richieste di contatto da perfetti sconosciuti e devo prendermi la briga di andare a vedere chi sono e capire perché vogliano relazionarsi… un messaggino faciliterebbe la cosa e andrebbe a loro vantaggio perché li ricorderei sicuramente di più! Grazie della tua esperienza :)

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