Il Personal Branding tra Multitasking e il "Qui ed ora" (I parte)

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Parlare di Personal Branding significa operare su più fronti, tra cui monitorare la conversazione online, ottimizzare le proprie caratteristiche,
coinvolgere, investire del tempo sui Social Network e incontrare clienti, cercando di capirne esigenze e bisogni.

Insomma, siamo chiamati a dover gestire più ambiti contemporaneamente o, per dirla in una parola, a lavorare in multitasking, che mese dopo mese diventa sempre più pressante e faticoso.

Tutti quanti, chi più chi meno, lavoriamo tenendo aperte sempre più finestre e questo, come mostra questa infografica riportata da Kuandika, porta degli effetti collaterali coi quali, nostro malgrado, siamo chiamati a fare i conti.

Quello più evidente è rappresentato dal divario mente-corpo. Da una parte ci sta la mente, che continua a spaziare tra un passato che magari non è stato condotto nel migliore dei modi (diventando causa di ripensamenti) e un futuro che spesso preoccupa, e dall’altra il corpo, che operando nel presente e procedendo a una velocità diversa (e spesso inferiore) della collega dei piani alti, non riesce a trovare la sintonia con la mente stessa.
In pratica, è come se una forza ci tirasse per un braccio, un’altra esercitasse la stessa pressione dal lato opposto e una terza, dall’alto in basso, tentasse di legarci al luogo in cui siamo.

Alla fine di molte giornate rischiamo di sentirci così: indipendentemente da quanto si sia prodotto ci sentiamo distrutti per lo sforzo ma soprattutto sconnessi. La mente ha viaggiato per conto suo da una parte e il corpo anche, ma in una direzione diversa. O, viceversa, ci alziamo la mattina e non sappiamo decidere da cosa iniziare: tutto è urgente e non si sa stabilire una priorità. L’esaurimento è alle porte!

E con l’arrivo dell’estate la situazione diventa ancora più rischiosa: la stanchezza di un anno da smaltire, il cambio di stagione a cui adeguarsi, il caldo che aumenta rendendo difficile il momento del riposo.

Una possibile alternativa?

Sicuramente, come ci viene consigliato da Chris Brogan, rallentare i ritmi, laddove possibile, è già un buon inizio.

A questo, però, vorrei aggiungere una pratica che serve contro la dispersione delle energie verso il passato, ormai trascorso, o il futuro, ancora incerto: esercitarsi nello stare qui ed ora, cioè nella condizione presente, in quello che siamo chiamati a compiere in questo momento.
Riportare qui corpo e mente significa facilitarne l’allineamento, e quindi convogliare le energie nel presente, l’unico luogo dove possono essere investite in modo proficuo. Tra i tanti benefici che questo comporta ecco allora la diminuzione della tensione, il miglioramento dell’attenzione e, in ultima analisi, della produttività.

Trovare dei momenti all’interno della nostra giornata (o della nostra settimana) da dedicare all’allineamento, all’esercizio del qui ed ora, sono una buona palestra per riscoprire serenità, lucidità e consapevolezza nella gestione degli impegni quotidiani.

E visto che in ottica di Personal Branding ciascuno di noi comunica all’esterno ciò che c’è all’interno, lavorare sul qui ed ora, andando a potenziare le risorse personali, si rivela una pratica caldamente consigliata.

Col prossimo post arriveranno semplici esercizi per allenarsi al qui ed ora, ma per il momento vi chiedo: cosa ne pensate cari amici? Come riuscite a gestire il multitasking? Vi è sempre facile stare nel momento presente?

[Per la foto ringrazio ryantron.]

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  4 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 31 maggio 2011 Rispondi

Il perenne multitasking ti fa stressare anche e soprattutto per un motivo, che almeno è quello che verifico sulla mia pelle: l’eterna e impellente sensazione di urgenza. Anche se alla fine della fiera devi fare due cose in croce.

E ho la netta sensazione, oltre la riprova, che spesso è un atteggiamento oltre che logorante, improduttivo: assegnando una scaletta delle priorità lavoro meglio e soprattutto vivo molto meglio.

In questo mi sta aiutando questo servizio (scoperto a lavoro): http://www.clockingit.com/ che permette di organizzarmi dividendo le attività per tipo, scadenza, impellenza. Se organizzato bene, uno sguardo ti sistema la giornata ;)

Però non fate come me, che ero arrivato al punto di annotare criptiche attività come “capelli” accorgendomi allo specchio che forse era legato alla pettinatura quasi afro che avevo raggiunto :D

scritto da Damiano Bordignon il 31 maggio 2011 Rispondi

Grazie per il tuo commento e per il servizio che consigli. Lo proverò e ti saprò dire.
In effetti lavorare in multitasking per un tempo prolungato porta a un logorio non indifferente e a un aumento dell’improduttività.
A presto :D

scritto da Benedetta Eicher il 3 giugno 2011 Rispondi

Siamo SEMPLICEMENTE bravi a gestire tutte queste finestre aperte contemporaneamente, ma… la cosa ci permette, nello stesso tempo, di guardare nuovi orizzonti e di “andare oltre la siepe leopardiana”!

scritto da Damiano Bordignon il 4 giugno 2011 Rispondi

Grazie per questo tuo contributo.
E’ giusto, come fai tu, guardare al positivo del nostro essere multitasking.
Probabilmente ciascuno di noi è chiamato a trovare il modo per riuscire a mantenere lo sguardo ‘oltre la siepe’ (mi fanno impazzire questi riferimenti letterari :D) senza perdere di vista la dimensione presente, per evitare di trovarsi, prima o dopo, ‘nel caos pirandelliano’.
A presto mia cara :D

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  1. Esercizi per ritrovare il qui ed ora
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