Il Personal Branding tra Multitasking e il "Qui ed ora" (II parte)

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I commenti e gli scambi seguiti alla prima parte del post vanno tutti in un’unica direzione: a lungo andare, come dice il buon Benedetto Motisi nel suo commento, molto spesso il multitasking diventa un atteggiamento mentale più che reale necessità di svolgere più compiti. Come lui sostiene, “è l’eterna e impellente sensazione di urgenza. Anche se alla fine della fiera devi fare due cose in croce”.

Va da sé che nel momento in cui ci facciamo prendere da questa ‘sensazione d’urgenza’, spostiamo il centro della nostra attenzione al di fuori di noi e, così facendo, lasciamo che siano gli eventi a catalizzare i nostri pensieri, scandire i nostri ritmi e, soprattutto, definire ciò che è importante e cosa no.

In ottica di Personal Branding, quindi, è esattamente il contrario di ciò che si dovrebbe fare.
Restare nel qui ed ora, mantenendo la centralità dentro di noi, nella nostra capacità di giudizio e di azione, è la condizione vincente per mettere il marchio chiamato noi stessi nella quotidianità.

Una precisazione: allenarsi nel qui ed ora significa potenziare i cinque sensi lavorando in tre direzioni, Respirazione, Concentrazione e Percezione. La prima tende a riportare l’attenzione dentro di me, la seconda sposta la volontà su qualcosa che io scelgo, e la terza mi assicura di non perdere il contatto con l’esterno. Il qui ed ora, infatti, è pienamente efficace se mi rende attento a ciò che mi circonda e non se mi isola da esso.

Di seguito, come promesso, ecco alcuni semplici esercizi pratici. Chi mi conosce sa quanto mi piaccia prendere e riproporre concetti da ambiti complementari, così da dare a ciascuno la possibilità di scegliere quello che crede più confacente ai propri bisogni e orientamenti. Pertanto, negli esercizi qualcuno scoprirà sia la vicinanza alla PNL, sia al mondo del Teatro (il luogo del qui ed ora per eccellenza), che in queste tecniche prende a sua volta ispirazione dall’esperienza del monaco buddhista Thich Nhat Hahn, che nel mio itinerario teatrale sto imparando a conoscere.

  • Salire e scendere le scale girati di schiena
  • Invertire l’ordine delle posate quando si mangia
  • Annusare ogni singolo boccone prima di metterlo in bocca
  • Cambiare l’ordine con cui ci si veste la mattina o ci si sveste la sera
  • Usare lo spazzolino con la mano sinistra (o destra, se si è mancini)
  • Salire in macchina dal lato del passeggero e poi spostarsi al volante
  • Accendere e spegnere le luci di casa con il gomito
  • Sincronizzare respirazione – movimento – intenzione: mentre ti sposti da un luogo all’altro, scandisci il tempo della tua camminata: con 1-2 passi inspiri, con 1-2 passi espiri. Quando avrai preso dimestichezza con questo, puoi aggiungere un semplice mantra, una frase cioè da ripetere mentalmente, sincronizzandola con la respirazione e la camminata:

Primo passo – inspiro – ‘Calmo il corpo’
Secondo passo – espiro – ‘Sorrido’
Terzo passo – inspiro – ‘Sono qui ed ora’
Quarto passo – espiro – ‘E il momento è perfetto’

Svolgere un’azione quotidiana in un modo diverso dal solito, trovare un ritmo tra respiro, movimento e pensiero, ci permette di agire direttamente sui nostri sensi e sulla volontà, riportando l’attenzione di mente e corpo al momento presente.

Quante volte farli? Ogni volta che si vuole, quando lo si ritiene opportuno o si è deciso di prendersi un po’ di tempo. L’eventuale fatica o confusione che si può avvertire inizialmente è assolutamente normale: come detto prima, quello del qui ed ora è un allenamento. E l’inizio è sempre la parte più complicata.

Aggiungere uno o più di questi esercizi alla tua quotidianità diventa una sorta di richiamo al tuo stare nel momento presente, attento e vigile a ciò che sta fuori ma profondamente centrato in te e sulle tue capacità, a maggior ragione quando il multitasking rischia di distrarti.
Così ti vuole il Personal Branding. Non a caso, infatti, sei tu la chiave!

E voi, cari amici, cosa ne pensate? Quale di questi esercizi credete faccia di più al caso vostro?

[Per la foto ringrazio Jason Paluck]

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  6 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 7 giugno 2011 Rispondi

Innanzitutto ribadisco anche qua il grazie per la citazione nel post :))
Lieto di aver dato uno spunto utile.

A riguardo questa seconda parte, mi piace sottolineare la condizione in cui mette l’essere sempre in urgenza “al di fuori di noi”.

Essere, con la mente e con il corpo, al momento presente, dici. Ottimo, essere al momento presente.. in sé stessi. Non è un discorso di essere ammattiti, ma in fondo a pensarci, in un’epoca in cui l’informatica va verso l’in-cloud, mi sa che c’è già la nostra testa :D

Personalmente non so se riuscirei ad applicare il “qui” ed “ora” tramite disciplina. Sono sempre stato più agente del Caos che dell’Ordine.

O meglio, ho agito in un “casino organizzato”, senza citare chissà che filosofo, ma il mitico Eugenio Fascetti che hai tempi del Bari usava attaccare senza posa ma in realtà con uno schema tanto complesso e caotico ma efficace.

Oh beh, ma provare non costa nulla, l’importante è fare o non fare risultato. ;)

scritto da Damiano Bordignon il 8 giugno 2011 Rispondi

Perfetto, Benedetto, siamo sulla stessa linea. L’importante è fare risultato.
E ciascuno c’arriva in modi e in tempi diversi. Qualcuno le strategie le apprende nel cammino, qualcuno ne ha già di sue, qualcuno ripete continuamente gli stessi comportamenti e non si schioda da dove sta,…
E poi, come tu dici, ci sta la questione della disciplina. Certe cose si possono apprendere o si imparano strada facendo? Devono essere spontanee o ci si educa?
Mettiamo insieme tutte queste variabili, aggiungiamoci il fatto che qualcuno (magari pure io) vive nel casino organizzato e credo che ne verrà fuori una casistica impressionante.
Alla fine credo che ognuno di noi abbia i propri metodi o strategie, che negli anni ha imparato a far suoi e a renderli funzionali alle situazioni che vive.
Ma la cosa che veramente conta è che ciascuno riesca sempre ad avere una gamma considerevole di reazioni/comportamenti tra cui scegliere. Ecco: aumentare le possibilità di scelta di fronte ad una situazione. Questa è la cosa importante.
E gli esercizi servono a questo, a darci una possibilità in più di comportamento tra cui scegliere. Non è migliore o peggiore, è semplicemente una possibilità, adatta in certe situazioni piuttosto che in altre, in base alla persona e al contesto.
Provare, applicare un concetto nuovo, come tu sostieni, non costa nulla (anzi, in realtà costa un po’ di tempo e di energia). Il risultato ti può soddisfare o meno, o magari puoi accorgerti che quella tecnica, per te, sarebbe più adatta in un’altra situazione e quindi la collochi in un altro cassetto, in modo che sia disponibile quando ne avrai bisogno. Una modalità vecchia come il mondo, non ti pare? ‘Impara l’arte e mettila da parte’ :D.
Buonanotte mio caro, e grazie per questo ennesimo scambio interessante :D

scritto da Paola il 8 novembre 2013 Rispondi

che bello leggervi! io so le 2 cose in croce che dovrei fare, ma intanto ne faccio altre ;-)
la creatività lavora così, qui ed ora mi sa che sto perdendo tempo
;-)

scritto da Damiano Bordignon il 11 novembre 2013 Rispondi

Credo che il Qui ed ora sia una delle sfide più impegnative per tutti, cara Paola, proprio perché impone presenza e concentrazione in ogni cosa che si fa.
Io cerco di applicarla quando sono sommerso da scadenze diverse, per cui mi ripeto “Una cosa per volta e un tempo per tutto”, e a volte funziona, l’ansia diminuisce e mi riscopro più veloce di quanto avessi preventivato.
Grazie per il tuo commento e buona giornata :)

scritto da giulia il 31 marzo 2015 Rispondi

Quella sensazione di urgenza mi fa dubitare di me stessa, facendomi rimbombare in testa la frase: non ce la farò mai a fare tutto. E così di 3 cose va a finire che non ne faccio neanche una.
Sono certa che con un po’ di organizzazione e di autodisciplina, applicando i pteziosissimi esercizi che ci proponi, e sopratutto con una bella dose di pazienza posso vedere migliorare la mia vita di giorno in giorno… qui dopo qui… ora dopo ora. ;-)
Grazie!

scritto da Damiano Bordignon il 21 aprile 2015 Rispondi

Grazie per il tuo commento Giulia.
Come già suggerisci tu, con il tempo, la pazienza e le alternative, i comportamenti limitanti possono lasciare spazio a risultati importanti per noi e per la nostra maturazione.
A presto

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