Ripresa o nuovo inizio?

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Ritornare dalle vacanze significa scambiarsi, tra le altre, frasi del tipo ‘Che abbronzato!’, ‘Hai proprio una bella pelle’, ‘Si vede che il riposo ti ha giovato. Hai uno sguardo più sereno’,… a cui seguono espressioni come ‘Mamma, mi vien da urlare a pensare di riprendere’. ‘Rientrare? Un vero incubo’…

La storia si ripete nel medesimo modo, anno dopo anno alla ripresa dei consueti ritmi lavorativi.
Esistono alternative che rendano questo momento meno drammatico? Forse si. Ma intanto, facciamo un passo indietro.

Nel mio caso, nonostante una naturale propensione al mare, le vacanze di quest’anno mi hanno portato nell’altopiano di Asiago, immerso nell’aria pura, circondato dal verde, dal silenzio, dal buon cibo. Qui, tra giornate assolate e interessanti camminate, il riposo mi ha accompagnato nell’elaborazione dei cambiamenti avvenuti negli ultimi mesi.

La lettura ha completato i 15 giorni di stacco (online), e in questo tempo Victoria (che ringrazio per avermi suggerito la foto da utilizzare in questo post Ndr) mi ha insegnato il linguaggio segreto dei fiori, Sandra e Julian, in Costa Brava, mi hanno ricordato che dei teneri anziani che vivono sotto il sole spagnolo possono celare realtà cruente, mentre l’inarrestabile Zia Mame ha allevato in modo non convenzionale il nipote Patrick, rimasto orfano di entrambi i genitori, portandolo a spasso per il mondo.

Oltre a soddisfare il grande bisogno di riposo, le vacanze servono a cambiare le prospettive e a lasciare che corpo, mente e spirito si alimentino in modo diverso da come si fa durante l’anno, attingendo magari agli ambiti più disparati.

E questo, per ciascuno di noi, è una grande opportunità. Cambiando gli elementi che caratterizzano la nostra quotidianità, cambiamo tutto il sistema che noi stessi rappresentiamo e, in sintesi, noi cambiamo.

L’abbronzatura, l’espressione più distesa, sono forse i cambiamenti più evidenti agli occhi dei più, ma non sono i soli.
Qualcosa dentro di noi si è modificato, e iniziamo a essere altro rispetto alle persone che eravamo alla partenza. Basta solo un pensiero diverso, o un’intuizione maturata durante il periodo del riposo a renderci diversi da prima.

Poi torniamo, e guardiamo con terrore alla realtà che ci aspetta, perchè il rischio più grande è quello di pensare che tutto dovrà ritornare esattamente com’era, che dovremo rivestire gli stessi panni, che ci rimetteremo a fare le stesse cose, che la vacanza è stata soltanto una parentesi d’ossigeno (generalmente troppo breve) a cui guardare con nostalgia durante la stagione fredda, e che ci si dovrà sforzare per riprendere lo stesso posto nello schema che avevamo lasciato.

Ma questo lo possiamo evitare.

Fare i conti con i ritmi che ora torneranno frenetici, con la scomparsa dell’abbronzatura, con l’aumento delle tensioni, è inevitabile, ma ciò non toglie che noi non siamo più gli stessi, siamo cambiati, e se vogliamo possiamo rapportarci alla realtà che ci circonda in modo diverso.

Tentare di tornare com’eravamo comporta uno spreco di energie elevatissimo e inutile, che rischiamo di pagare a caro prezzo in termini di insoddisfazione e fatica.
Ma se quelle stesse energie le indirizziamo diversamente, se tentiamo di capire in cosa siamo cambiati e come il cambiamento possa diventare elemento di novità e di soddisfazione nella nostra esistenza da oggi in poi, allora il Ritorno alla vita di ogni giorno diventerà Un nuovo inizio, con nuove mete da scoprire, nuovi obiettivi da raggiungere e nuovi successi personali a cui puntare.

E’ con questo spirito che sestyle vuole riaprire i battenti. Siete con noi, cari amici?

In attesa di sentire la vostra, Buon Nuovo inizio a tutti :D

(Per la foto ringrazio Daniel Kinpara)

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  6 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 30 agosto 2011 Rispondi

Bel post veramente!
Hai perfettamente ragione, cambiare prospettiva è importante. Restare in trincea perennemente è alienante, e spesso atrofizza anche la scelta delle possibili soluzioni.

Però forse è per questo che preferisco staccare in momenti diversi, più personali, e staccare in little bite-style per avere un’alternanza di situazioni piuttosto delle stacco netto. Un po’ come i mici che mangiano poco ma più volte.
L’esempio gattoso, così, ce lo volevo mettere :P

scritto da Damiano Bordignon il 31 agosto 2011 Rispondi

Buongiorno Benedetto, che bello ritrovarti.
In effetti ciascuno ha le proprie modalità di stacco. Che siano di un tipo o di un altro, l’importante è prendersi dei tempi, no?
Un caro saluto ai mici e buona giornata :P

scritto da Anna il 31 agosto 2011 Rispondi

Io sono con voi e con l’entusiasmo che portano i cambiamenti positivi :-)

Buona serata
Anna :-)

scritto da Damiano Bordignon il 1 settembre 2011 Rispondi

Buongiorno mia cara. Ci faremo compagnia a vicenda, allora :D.
Ti auguro una buona giornata :D

scritto da Turismo Treviso il 10 ottobre 2011 Rispondi

Interessanti riflessioni che avete qui, è stato un piacere visitare il vostro blog.

scritto da Damiano Bordignon il 12 ottobre 2011 Rispondi

Mille grazie per questo commento.
Spero che continuiate a seguirci :)
Buona serata e a presto.

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