Una strategia di Personal Branding ... ad Hoc

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Da circa 15 anni, ogni volta che ho bisogno di consigli sulle piante o di un intervento di manutenzione del giardino, faccio riferimento all’amico Tiziano, che gestisce un vivaio a qualche chilometro da casa mia.

Tiziano è uomo d’altri tempi, una vita trascorsa in mezzo alle piante, pelle scurita dal sole tutto l’anno, mani grandi modello lagostina, corporatura robusta e spirito pratico.

E’ assolutamente competente nel suo lavoro. Se giardino o vegetazione hanno problemi, stai sicuro che lui riesce a trovare diagnosi e prognosi. A volte, se mi accorgo che qualche pianta sta soffrendo, gliene porto una foglia. Lui la guarda, poi scruta il vuoto, mi dice ‘Seguimi’ e mi porta nel magazzino dove tiene liquidi sparsi in recipienti asimmetrici e senza etichetta di cui solo lui conosce la provenienza. Riempie un barattolo spuntato all’improvviso con una miscela di prodotti e me lo consegna sicuro, con tanto di indicazioni.

Nonostante l’indiscussa bravura nel suo campo, qualche settimana fa Tiziano mi rivela di aver notato una decisa flessione nella clientela. ‘Mi dicono che sono dispersivo eppure’, aggiunge ‘io continuo a formarmi e ad essere preparato’. Annuendo con un sorriso, gli dico che oggi non è sufficiente saperne di piante. Forse bastava una volta, ma oggi la strategia dev’essere diversa.

Nel suo caso, gliene ho suggerita una di Personal Branding pensata proprio su di lui:

  • T come Team.  Tu non sei quello che deve far tutto. Se continui a dare consigli sulle piante, suggerire rimedi, fissare appuntamenti telefonici, ti stai dimenticando che hai un team di persone che lavorano con te e che forse non viene valorizzato.
  • I come Insegnare. Parte del tuo tempo lo devi utilizzare per formare coloro che lavorano al tuo fianco. Che cosa sanno fare? In quale nicchia possono eccellere? Ma sei tu che li devi accompagnare in questo percorso.
  • Z come Zoccolo duro. Così facendo, ti potrai creare uno zoccolo duro di persone preparate che non si sentiranno degli esecutivi uguali tra di loro ma protagonisti nel loro lavoro. Più si sapranno distinguere in qualcosa, più diventeranno un riferimento chiaro per il tuoi clienti e un valore aggiunto per il tuo business (e magari si sentiranno invogliati a restare al tuo fianco…)
  • I come Innovazione. Sei sicuro che quel taccuino con fogli sparsi ti basti per segnare le cose importanti? Quante volte è capitato di veder arrivare i tuoi dipendenti a casa mia senza tutto il materiale occorrente perché tu ti eri scordato di comunicarglielo?
  • A come Alt alle code chilometriche. I clienti che arrivano nel tuo negozio (io compreso), non possono attendere mezz’ora prima di essere serviti. Le persone ti scelgono perché dai loro una buona impressione, ma ricorda che nel tempo bastano 7 episodi contrari affinchè si modifichi l’idea che hanno di te. Sviluppa seriamente la prima ‘I’ e vedrai che non soltanto i tempi d’attesa diminuiranno, ma anche i tuoi clienti si sentiranno più soddisfatti avendo trovato l’interlocutore giusto.
  • N come Non temere la confusione che inizialmente si creerà. Ogni cambiamento comporta confusione e disorientamento. Ma va bene così. E’ il segnale che ci si sta spostando verso un nuovo equilibrio.
  • O come Ora che hai più tempo, puoi comunicare a tutti ciò che sai. Cosa ti piace del tuo lavoro? Cosa hai imparato in questi 35 anni in mezzo alle piante? Forse è ora di aprire un blog e iniziare a regalare qualche consiglio utile a coloro che ne hanno bisogno. Hai tante cose da insegnare, e allora fallo!

Che dite, amici? Secondo voi la strategia può essere efficace o apportereste delle modifiche? Spazio ai vostri commenti :D

(Per la foto ringrazio Antonello_Mangano)

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  5 commenti

scritto da Marco il 12 ottobre 2011 Rispondi

Davvero complimenti per l’articolo… devo ammettere che i tuoi consigli non fanno una piega e possono davvero migliorare il business di Tiziano..

scritto da Damiano Bordignon il 12 ottobre 2011 Rispondi

Ti ringrazio, caro Marco. Speriamo che la prossima volta non mi capiti un Pierfrancesco, altrimenti ne verrà fuori un libro. :D
Buona serata e a presto.

scritto da Saverio Gravagnola il 13 ottobre 2011 Rispondi

La “O” l’hai un pò forzata ma va bene.
Ci avrei visto più:
O come Organizzazione, tenere gli attrezzi di lavoro in ordine ti aiuterà a risparmiare tempo quando li cercherai. Mantieni con logica quel che usi e si rispecchierà in quel che fai. ;)

scritto da Damiano Bordignon il 13 ottobre 2011 Rispondi

Mi piace! La utilizzerò con il prossimo, se me ne darai il permesso :D
Buona giornata e grazie, caro Saverio

scritto da Saverio Gravagnola il 13 ottobre 2011 Rispondi

Ovviamente permesso più che accordato, non c’è certo bisogno di chiederlo per così poco! :D

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