Fare Network? Una grande Risorsa (Prima Parte)

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Fare network, che sia per cercare conferme al proprio modo di pensare piuttosto che punti di vista complementari, permette di soddisfare due tra i bisogni più importanti di ciascuno: la sicurezza e la crescita.

Era una mattina del 1972 quando mia nonna, guardando i miei fratelli che giocavano ciascuno per conto proprio, diceva a mia madre “Mi fanno pena i giovani d’oggi. Stanno da soli e non si rendono conto di quanto questo sia sbagliato”.

Quella riflessione, a distanza di 40 anni, è più che mai attuale, e non solo sul piano personale. Oggi, in una società in continuo cambiamento, dove la crisi è sempre più evidente e la tendenza di ciascuno è quella di guardare in solitaria alla propria situazione, abbiamo bisogno di fare network, sia per realizzare che tante altre persone la pensano come noi e stanno vivendo esperienze simili, sia per confrontarci con coloro che, con altri punti di vista, ci aiutano a uscire dai nostri schemi per aprirci a nuove prospettive e soluzioni.

Le persone con cui entriamo in relazione possono condividere le nostre idee riguardo a una determinata situazione oppure no. Entrambe le possibilità sono comunque importanti per noi e per la nostra maturazione personale e professionale. Quando qualcuno la pensa come noi, ci sentiamo bene, perché è come se qualcuno ci dicesse “Io sono come te, capisco quello che provi e lo condivido”. Pertanto si rafforza la nostra autostima, ci sentiamo appoggiati e sostenuti, andando a soddisfare così il nostro bisogno di sicurezza. Viceversa, quando il punto di vista con cui ci confrontiamo è diverso dal nostro, questo ci destabilizza perché ci sentiamo meno appoggiati. Questo però può spingere a chiederci in che cosa l’altra persona può esserci da esempio per migliorare la nostra situazione; in quel momento, stiamo dando spazio al nostro bisogno di crescita.

Questo è uno dei motivi che rende entusiasmante fare Personal Branding: fare network con tante persone, on e offline, condividere con loro, come vuole il Web 2.0, idee, pensieri, speranze, dubbi, lasciando che il network stesso a volte confermi e a volte no le tue idee, dandoti però sempre nuovi spunti e occasioni per migliorarti.

Così è avvenuto anche durante l’ultimo mese, quando i convegni di cui abbiamo già parlato in un post precedente c’hanno dato la possibilità di incontrare professionisti di vari settori. Identità diverse, quelle con cui ci siamo confrontati, ma tutte accomunate dalla consapevolezza che lanciarsi in una nuova attività piuttosto che tentare di rilanciare la propria figura professionale è oggi possibile e produttivo soltanto se siamo disposti a far nostri alcuni atteggiamenti:

  • La Rete non è l’obiettivo, è uno Strumento. ‘In un tessuto sociale in profonda trasformazione, pensare alla Rete come unico luogo protagonista della Comunicazione è un rischio’ (Paola Bonini, Hagakure) . Prima di aprire una pagina Facebook, devi capire che cosa ci vuoi fare. Per dedicarsi alla comunicazione sui Social Media è necessario chiedersi cosa si vuole comunicare e quali siano gli strumenti più adatti per farlo. L’importanza di una strategia risulta fondamentale!
  • Se dimentichi la tua storia non potrai avere futuro (Sabrina Mossenta, Viadeo). Quando pensi a una strategia di comunicazione, questa non può prescindere dalla tua storia, la testimone di ciò che nel tempo ti ha contraddistinto. Non considerarla, significa abbandonare uno dei tuoi tratti distintivi, come persona piuttosto che come organizzazione, magari a favore di tendenze del momento, che rischi di comunicare in modo impersonale, se non ti appartengono, rendendole addiritturacontroproducenti per il tuo Brand e, di conseguenza, per la tua realizzazione.
  • L’importanza dei dettagli è fondamentale. In ogni strategia, che io mi veda come dipendente piuttosto che come lavoratore autonomo, è fondamentale lavorare sulla propria specificità (Beatrice Podda, Adecco). I singoli titoli di studio non sono più un elemento distintivo per essere scelti, e i CV per una candidatura, in quest’ottica, rischiano di essere troppo simili tra loro. Chi seleziona, oggi, ricerca originalità, ed ecco perchè la chiave del successo la si persegue differenziandosi. Identificare e valorizzare le caratteristiche che ti distinguono con originalità è fondamentale per essere notati e, molte volte, scelti.
  • Dalla Pubblicità alla Relazione. E una volta che ho deciso di approdare sui Social Media? La maggior parte delle agenzie, oggi, fa Pubblicity, non relazione. E’ sempre Paola Bonini a ricordarci  che i Social Media richiedono relazione, non pubblicità. Pensare di autopromuoversi confidando in una risposta in termini d’acquisto da parte dell’utente è una mossa errata che non porta da nessuna parte. I Social Media sono il luogo della relazione, che richiedono innanzitutto capacità d’ascolto e disponibilità ad intervenire con pertinenza stimolando il coinvolgimento.
  • A che pro? Ma se nei Social Media io non posso farmi auto-promozione e non posso puntare alle vendite, a cosa mi servono? Qual è il ROI della presenza sui Social Media? Molto semplicemente, la fidelizzazione del cliente verso il Brand (Erika d’Amico ed Emanuela Ciuffoli di ImageLab_Urbino). Sui Social Media non si vende, ci si fa conoscere per quello che si è e per quello che si ha da offrire, ma soprattutto si entra in relazione. Più il mio Brand è definito ed è comunicato con altrettanta chiarezza e coerenza, più verrò riconosciuto come Influencer in quel determinato settore. Questo genere fidelizzazione. E la fidelizzazione può portare poi, ma solo come conseguenza, ad un eventuale aumento delle vendite.

Chi fa Digital PR piuttosto che Recruiting, chi è Manager di un grande Social Network e chi si occupa di Brand legato all’immagine e ai linguaggi pubblicitari; tutti sono concordi nel dichiarare quanto fondamentale sia, oggi, capire chi si è, da dove si proviene, cosa si vuol andare a fare e quali sono gli strumenti più adatti per realizzare la strategia; puntare sulla propria unicità e creare fidelizzazione partendo dall’ascolto e dalla volontà di dare qualcosa, prima che di ricevere. Tutto questo presuppone un cambiamento di mentalità perché, come ricorda Stefano Saladino, abbiamo bisogno di sviluppare sempre più un pensiero creativo e laterale che ci permetta di vedere la realtà con occhi diversi e di affrontare gli ostacoli come fossero situazioni sfidanti e non vicoli ciechi per la nostra realizzazione professionale.

Questi, che vengono riconosciuti come gli atteggiamenti necessari per affrontare in modo vincente la crisi, sono i punti forti su cui si costruisce l’itinerario del Personal Branding, ed è per noi un’ulteriore riprova di quanto importante sia mettere la persona e la relazione autentica al centro delle nostre azioni e delle strategie che si possono progettare. Va da sé quanto tutto questo aumenti in noi il senso di sicurezza e spinga a continuare con entusiasmo su questa strada.

E voi, che ne dite cari amici? Credete anche voi nell’importanza del fare network? Come vi fa sentire quando qualcuno la pensa come voi? E come avete reagito l’ultima volta che qualcuno, invece, vi ha dato parere contrario? Tante domande, lo so, ma di spazio per i commenti ce n’è in abbondanza :)

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  6 commenti

scritto da Cristina Usai il 8 maggio 2012 Rispondi

Ottimo post, come sempre scritto con generosità e ricco di grandi contenuti su cui riflettere.
Sì fare network è fondamentale per riconoscersi e continuare a migliorarsi, grazie alle possibilità di confronto.
Come mi sento quando qualcuno non la pensa come me? Dipende, però l’effetto immediato è arrossire e poi agire… Uno scambio con la persona che ha sollevato la questione può essere sempre utile per darmi un’idea su come affrontare meglio la questione che, in quel momento, mi sembra abbia un’unica strada. Approfondire anche altri modi di vedere la cosa è sicuramente la strada più corretta per aprire la mente.

scritto da Damiano Bordignon il 8 maggio 2012 Rispondi

Grazie mille per il tuo commento (e per i complimenti), cara Cristina. In effetti incontrare punti di vista diversi dal nostro porta a quell’ arrossamento disorientante che non è propriamente piacevole, ma come dici tu questa è solo la reazione iniziale. La ricchezza della diversità sta appunto nello spingerci a considerare nuove soluzioni.
Buon pomeriggio mia cara :)

scritto da Benedetto Motisi il 9 maggio 2012 Rispondi

Inizierei il commento con il solito “gran bel post” ma rischio di sembrare banale :D
Quindi ripiego sul “fu**ing amazing”!

Fare network soprattutto per noi del 2.0 è IMHO la Cappella Sistina del mestiere. Deve stare sopra le teste, sopra i progetti.. e poi è una gran bella cosa.

Non tanto per l’italico “c’ho i contatti” quanto per le opportunità di crescita reali, personali, quotidiane che si pongono. Confronto perenne e costruttivo e, perché no, qualche LOL ci sta sempre bene.

Per questo, se potessi, oltre l’online, partirei per ogni dannato evento.

Se qualcuno la pensa diversamente? Meglio! Dialogo costruttivo, quanto e più dell’attimo di entusiasmo del “ehi, la pensiamo uguale” :D

scritto da Damiano Bordignon il 9 maggio 2012 Rispondi

Ottima precisazione, caro Benedetto. Fare Networking è un’altra cosa rispetto all’ormai stantio ‘C’ho i contatti’, che richiama a un modello di comportamento da modificare.
Il fatto di essere d’accordo con te soddisfa il reciproco bisogno di sicurezza (:P) e questo, nelle dosi giuste, non fa poi così male ;).
Ti auguro buona giornata mio caro :)

scritto da Sabrina Mossenta il 9 maggio 2012 Rispondi

Buongiorno!

Grazie mille del post e di avere dato seguito alle riflessioni e ai pensieri di una proficua giornata insieme. Come sapete, l’ascolto, la collaborazione e l’etica sono elementi indispensabili quando si sceglie di fare networking. Vi stimo per averne dato la prova. Buon lavoro a tutti, a presto. Sabrina Mossenta

scritto da Damiano Bordignon il 10 maggio 2012 Rispondi

Mille grazie per il tuo commento, cara Sabrina. Post come questo nascono dall’esigenza di poter dar voce a persone che riescono a guardare alla situazione attuale (lavorativa ma non solo) con realismo lucido ma non rassegnato, capaci di proporre modelli nuovi di comportamento e animate dalla volontà di rimboccarsi le maniche per costruire, grazie anche al Networking, un futuro più proficuo che riconosca la centralità della persona.
Buona giornata a te, mia cara. A presto :)

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