Personal Branding, credibilità e marchette: Cesenatico Bella Vita

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Se qualcuno ti invita a testare il prodotto che ha creato dandoti la possibilità di dire la tua, questa è una marchetta o comunicazione del proprio brand? E se tu decidi di accettare, questo gioca a favore o contro del tuo Brand Personale? Leggete assieme a me questo post e cerchiamo di fare un po’ più di luce sulla questione.

Anche io e il mio socio di merende siamo stati tra coloro che Cesenatico Bella Vita ha invitato, nel week-end del 9-10 giugno, per una due giorni di immersione, assieme a 40 altri blogger, nella realtà romagnola.

I post di coloro che, assieme a noi, hanno partecipato all’evento, hanno già trattato in modo più che esaustivo i vari momenti che hanno scandito questo ritrovo (riporto ad esempio quello di Francesco Gavello, che in calce ha i riferimenti agli altri) ed io, che non sono un travel blogger, vorrei rileggere quell’esperienza con taglio che più mi interessa, chiedendomi se attività del genere possono contribuire o, viceversa, essere controproducenti, sia per il Brand che organizza l’evento che per il Brand Personale di coloro che vi partecipano.

In questi giorni ho letto riflessioni di chi giudica negativi eventi di questo tipo, come quella di Giovanni Boccia Artieri, perchè sostiene che le risposte in Rete da parte dei blogger sono inevitabilmente coatte, e diventano una sorta di sdebitamento per l’ospitalità che viene offerta. Avendo inteso coatta una sorta di obbligo da parte nostra (se mi si dà del coatto nell’accezione romana potrei arrabbiarmi :P), mi sono posto una domanda: nel commentare cosa mi sta succedendo durante l’evento, sto forse facendo una marchetta? Sto (stiamo) cioè ripagando Cesenatico Bellavita esaltando i pregi di quella località? La stiamo forse trasformando, coi nostri tweet come il luogo ideale di vacanza per ciascuno, nel tentativo di dirottare molte persone a trascorrere le proprie vacanze proprio lì? Analizzando come si è svolto il tutto mi sentirei di dire di sì se

  • Gli invitati all’evento fossero stati unicamente dei professionisti nell’ambito travel;
  • Cesenatico Bella vita avesse vincolato l’invito richiedendo una qualsiasi forma di sdebitamento promozionale più o meno esplicito;
  • i due giorni fossero stati scanditi da estenuanti eventi senza sosta ai quali dare un giudizio (della serie inizi in 15 e termini in 10…)

Tutto questo però non è avvenuto perché l’interesse del Consorzio non era quello di ricevere della promozione gratuita. Sono infatti convinto che l’idea di Cesenatico Bella Vita parta ben più a monte della due giorni organizzata, e sia quella di dar vita a un Brand ben definito e riconoscibile nel panorama del turismo italiano.

Dal materiale informativo contenuto nella pen drive brandizzata che ci viene fornita durante il pomeriggio del sabato, infatti, apprendo che il Consorzio nasce con l’idea di abbandonare una visione troppo generalista del turismo, promuovendo le vacanze in loco con uno stampo preciso: valorizzare l’autenticità della vacanza, l’aspetto gastronomico e culturale, lo Sport Wellness e l’attenzione per la famiglia, in uno scenario suggestivo reso storicamente importante da Leonardo da Vinci, che 700 anni fa disegnò il canale che risolse il problema dell’insabbiamento all’imboccatura del porto. Definita la Mission si studia il logo e si comincia a progettare la strategia di comunicazione, capendo su quali canali muoversi per comunicare al meglio il Brand che pian piano si sta definendo.

E a questo punto entriamo in gioco noi: 40 blogger che vengono invitati per testare, in prima persona, il messaggio che questo Brand vuole comunicare, e che sono liberi di dire quello che vogliono prima, durante e dopo l’esperienza. La loro presenza non ha certo lo scopo di aumentare le prenotazioni in quel di Cesenatico, ma di comunicare le proprie impressioni, attraverso i vari commenti, su quello che stanno vivendo.

La chiamate marchetta questa? Io lo chiamo processo intelligente di costruzione di un Brand, che se è ben strutturato, come in questo caso, si articola in alcune fasi:

  • Capisci chi sei
  • Scegli dove vuoi arrivare e punta sugli elementi che ti contraddistinguono e che appartengono alla tua storia.
  • Dai vita ad una strategia di comunicazione funzionale allo scopo che vuoi perseguire;
  • Utilizza i canali e gli strumenti più adatti al tuo scopo;
  • Lascia liberi gli utenti di commentare
  • Ascolta e interagisci umilmente con loro.

E’ importante che il blogger sia libero di scrivere quello che vuole? Assolutamente sì, perchè in ogni commento che fa si gioca la faccia e, di conseguenza, il proprio Brand Personale.

Nel web 2.0 la credibilità è il tuo biglietto da visita più autentico, e questa si costruisce (o si smonta) attraverso ciò che scrivi e ciò che fai. La credibilità genera fiducia, e ogni blogger che abbia a cuore il proprio Brand Personale sa che questa non è vendibile. Se io, per una marchetta più o meno allettante, cominciassi a consigliare un luogo o un prodotto, probabilmente ne guadagnerebbe (inizialmente) il mio portafoglio, ma a scapito di quella credibilità che caratterizza il mio Brand Personale (anche perchè l’utente della Rete capisce benissimo quando un consiglio o un giudizio è spontaneo o pilotato).

Una volta, mentre stavo tenendo un corso, un corsista, conosciuto da poco, parlandomi della sua attività conclude con “Mi raccomando, fammi pubblicità”. Alla mia domanda del perchè avrei dovuto farlo, mi sono sentito dire che “Una buona parola non costa niente”. Non è vero. Forse all’inizio una buona parola non costa niente, ma se io comincio a consigliare a qualcuno (che si fida di me) una cosa che non ho sperimentato, e della quale non posso dare un giudizio, e quella persona, credendomi, la sperimenterà e ne rimarrà deluso, oltre ad aver fornito un cattivo consiglio avrò penalizzato la mia credibilità futura.  Siamo ancora sicuri che una buona parola non costi niente?

I due giorni di Cesenatico Bella Vita si sono svolti, per noi, in un clima di totale libertà e discrezionalità. Il Consorzio c’ha messo a disposizione le strutture, noi abbiamo semplicemente commentato ciò che abbiamo vissuto. L’animo “social” e l’innata voglia di comunicare del gruppo ha fatto il resto.

Per quanto mi riguarda, fermo restando che due giorni forse non sono sufficienti per farsi un’idea completa (capito Cesenatico Bella Vita, se volete ritorno, eh? :P), i punti forti che ho percepito a pelle del Brand sono stati

  • L’attenzione che viene data al patrimonio storico
  • La cura riservata alle famiglie (se volete prenotare al Mokambo Hotel, vedete di procurarvi almeno un figlio, altrimenti vi sentirete fuori luogo e, soprattutto, in fase di prenotazione specificate di NON volere la stanza 122, troppo vicina all’ascensore);
  • L’attenzione per il Wellness (ok ragazzi, non ho praticato alcuno sport, ma nella camera c’era la doccia con idromassaggio. E’ attività fisica pure quella, no?!?);
  • La gentilezza e disponibilità ricevuta nei diversi momenti che hanno caratterizzato l’evento: quella del sabato sera forse ce la potevamo aspettare, ma la domenica, dismessi i panni dei Blogger VIP (:P)  siamo stati trattati nello stesso identico modo.

Un’impressione, quindi, che molto si avvicina all’immagine di sé che il Brand vuole comunicare, e questo mi porta a dire che Cesenatico Bella Vita, affiancato su questo da yykk, sta lavorando nella giusta direzione per costruirsi un proprio Brand in modo autentico e coerente. A loro, unitamente a quello per Riccardo, va il mio Grazie.

Laddove ancora troppe realtà organizzate mirano al mero profitto senza preoccuparsi della costruzione del loro Brand, e dove troppi puntano all’autopromozione trascurando la comunicazione, trovare casi come quello di Cesenatico Bella Vita, che non chiedono autopromozione ma stimolano al dialogo, sono esempi da prendere come riferimento come un modo corretto di operare. E’ in questi contesti, infatti, che chi poi testa il tutto si può sentire libero di commentare senza correre il rischio di perderne in termini di credibilità e, quindi, di Brand Personale.

Ovviamente… spazio ai vostri commenti

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Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  18 commenti

scritto da Rudy Bandiera il 18 giugno 2012 Rispondi

Hai ripetuto esattamente quello che ho detto la scorsa settimana sul blog di un detrattore, quindi non può che essere considerato un ottimo post! :D
Scusate, ma anche se questo commento non serve a nulla, aumenta il mio personal branding… un commento non costa nulla ;)

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

… Ma fa capire che su molte cose la pensiamo allo stesso modo, anche se continui a cospargerti quotidianamente di sostanze oleose a base chimica :P.
Un grande abbraccio mio caro Rudy

scritto da Rudy Bandiera il 18 giugno 2012 Rispondi

HAHA inutile dire che quoto TUTTO quanto da te scritto amico mio!

scritto da Federica il 18 giugno 2012 Rispondi

Il post è molto bello e molto interessante, unica cosa su cui voglio soffermarmi è quando dici: “sto forse facendo una marchetta? Ti direi di sì se…gli invitati all’evento fossero stati unicamente dei professionisti nell’ambito travel”. Qui non sono del tutto d’accordo perché credo nelle nicchie (ancora). Sicuramente 40 blogger erano tanti, tantissimi, ma a mio avviso c’erano più personaggi che blogger. Mi spiego meglio. Se invito determinati blogger conosciuti in rete come nome e non perché hanno un blog tematico, che può essere sui bambini, su cibo vegetariano, sui giochi da spiaggia o sugli animali…per dire, alla fine potrei mettere in difficoltà i loro lettori. Non credo ci siano solo determinati blogger che possono testimoniare attività o blogtour ma credo ci siano ancora persone che vogliono testimoniare un evento visto da un dato punto di vista che può tornare utile al lettore (e anche al committente, chiamiamolo così) finale.
Poi mi posso benissimo sbagliare, anzi mi farebbe piacere sapere che ne pensate :)

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

Buon pomeriggio cara Federica e grazie per il tuo commento.
Non credo che quello che tu scrivi sia in contraddizione con quanto ho esposto.
Quando ho usato l’espressione “Professionisti nell’ambito travel” intendevo tutti coloro che si dedicano a questo settore, anche in qualità di Travel Blogger.
Il ragionamento che ho fatto io, invece, è stato un altro: se il Consorzio avesse invitato unicamente “voi” esperti, proponendosi con la modalità di cui ho parlato all’inizio del post, probabilmente sarebbe stato molto più vicino alla “marchetta” di quanto non sia stato in realtà.
Invece Cesenatico Bella VIta ha chiamato, tra i tanti, pure me, che sono più “esperto”, purtroppo, di viaggi mentali più che di quelli fisici, e io ho commentato l’evento con lo stile che sento più mio, così come faccio ogni volta che partecipo a un qualsiasi altro evento, con la sola volontà, cioè, di dare le mie impressioni cercando dialogo e confronto. Possono queste aiutare il lettore? Ben venga, ma non devono essere scambiate per marchette.
D’accordissimo, infine, con te, con la precisazione per cui esaminare la questione da tanti punti di vista possa aiutare il lettore a farsi un’impressione di quel determinato evento.
Buon pomeriggio, mia cara :)

scritto da Marlene il 18 giugno 2012 Rispondi

Sarebbe bello pero’ capire come sono stati scelti i 40 blogger. E come si misura il livello di credibilita’ dei 40. E qual’e’ il confine fra marketta e verita’. Saresti mai andato a Cesenatico a spese tue? Ci avresti passato un w-e solo per il gusto di farlo?
Questo darebbe il giusto peso alle belle cose che scrivi.

scritto da Merlinox il 18 giugno 2012 Rispondi

Se siamo nel tratto di strada del “to market” sinceramente la vedo dura invitare della gente e dirgli: dai vieni a Cesenatico, passi un we, ti paghi vitto e alloggio (e trasporto come del resto anche a Bellavita) e poi magari recensisci.

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

Buon pomeriggio Marlene e grazie per il tuo commento.
Non conosco i criteri che hanno portato alla scelta dei 40 blogger, per cui su questo non posso darti risposta precisa.
E non so nemmeno se esista un “algoritmo” che misuri il livello di credibilità. Ciascuno se la crea nella propria quotidianità con ciò che scrive e ciò che fa. Pian piano le sue azioni diventano una storia e più questa corrisponde al suo effettivo modo di pensare, più la sua credibilità aumenta e, di conseguenza, la cerchia di persone che lo seguono. Non dimentichiamoci, infatti, che il web ha riportato al primo posto il valore dell’autenticità. Mi accorgo che mi stai fregando? Smetto di seguirti e stop.
Sarei mai andato a Cesenatico a spese mie? Forse, non lo so. In questo caso ho ricevuto un invito e l’ho accettato. Durante quei giorni non ho fatto niente di più di quello che faccio comunemente ogni volta che partecipo a un evento: lo scrivo, comunicando le mie impressioni, e dicendo cosa ne penso dell’esperienza che sto vivendo, stando bene attento di essere più autentico possibile, perchè la trasparenza in quest’ambito è fondamentale. Sia nei nostri profili privati che come Sestyle Enrico e io (come tante altre persone) siamo soliti lasciare consigli su Foursquare sui posti che frequentiamo (al 90% ristoranti…). Nessuno ci obbliga o ci paga: lo facciamo perchè vogliamo comunicare le nostre impressioni, consapevoli dell’importanza dell’autenticità: è molto difficile recuperare la perdita della credibilità.
Buon pomeriggio mia cara :)

scritto da Marlene il 19 giugno 2012 Rispondi

è pieno il web di gente che scrive impressioni gratis, che fa check-in gratis, che fotografa pietanze gratis, che vuole comunicare le proprie impressioni senza che nessuno lo obblighi. però ci sono persone e genti, gruppi e cerchie. è dal 2007 che scrivo, commento, fotografo, comunico, ma essendomi sempre tenuta fuori dalle mode e dai trend sono dove sono sempre stata: a scrivere gratis, a commentare gratis, a comunicare gratis. ma grazie al cielo sempre e solo la verità. o meglio: sempre e solo il mio vero punto di vista. per non piegarmi alla logica del gruppo a tutti i costi ho anche sacrificato una cosa che mi sarebbe tanto piaciuto fare, ma non potevo dire esattamente tutto quello che pensavo e quindi ne sono rimasta fuori. tutto qui.

scritto da Damiano Bordignon il 20 giugno 2012 Rispondi

Buongiorno Marlene,
come già emerso da altri commenti, metti in luce un aspetto interessante e fondamentale del web: ciascuno porta i propri punti di vista, e il restare fedeli al “scrivo perchè lo scelgo e non perchè me lo dicono gli altri” è un ottimo sistema per costruirsi un Brand Personale autentico e coerente.
Ti auguro una buona giornata

scritto da Irene Zuccarello il 18 giugno 2012 Rispondi

Come sempre una bella lettura…. spunti interessanti e un bel pò riflessioni che mi trovo a condividere appieno!

Il “una buona parola non costa niente” è un circolo vizioso…
Nel mio caso pubblicare/pubblicizzare qualcosa che ti viene sottoposto da un utente, magari qualcuno che ti segue sempre e con vero interesse, non è sempre facile, ma credo anch’io che sia indispensabile, per la “reputazione” e anche per offrire contenuti che siano di qualità…

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

Siamo perfettamente in linea, cara Irene. E’ sempre una questione di scelte. Ogni cosa ha i suoi pro e i suoi contro. Se, come dici, vuoi puntare a reputazione e contenuti di qualità, si sa quale strada scegliere, no?!?
Buon pomeriggio mia cara, e grazie per il tuo commento :)

scritto da Merlinox il 18 giugno 2012 Rispondi

Intanto grazie per le parole spese. Io è da giorni che rifletto su una cosa.
Il concetto stesso di market, da cui derivano sia marketta sia marketing.
Ok che determinati tipo di esperienze “forzate” possono deviare la realtà e l’interpretazioni, però la domanda è: se ho l’hotel più bello del mondo ma è vuoto come posso farci arrivare la gente?

Posso farlo con la pubblicità, posso farlo comprando articoli, posso farlo invitando qualcuno come ospite e lasciare piena libertà d’interpretazione, posso farlo invitando ospiti in cambio di articoli.

Ma alla fine – se l’hotel è vuoto – un modo per farci arrivare la gente lo devo trovareo: o no? Temo che aspettarsi che la gente arrivi perchè siamo bravi e belli sia solamente un sinonimo di camere vuote.

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

Quello che dici, Riccardo, apre un’altra parentesi: il marketing di oggi non può esulare dalla relazione. C’è bisogno che le persone facciano esperienza e comunichino come si sono trovate in una determinata situazione.
E magari il loro feed-back diventa il punto di partenza per capire come mai “l’hotel è vuoto”. Perchè prima di improvvisare un rimedio, è fondamentale scoprire la causa.
Buon pomeriggio e grazie per il tuo commento :)

scritto da mykoize il 18 giugno 2012 Rispondi

Vi riporto il commento che ho messo di là, sull’altro articolo…
perchè io arrivo sempre in ritardo quando ci sono i flame? XD

Mi sembra che si dimentichi qualcosa di importante: il lettore non è così stupido.
I travel blogger, a differenza di altri blogger, quando si trovano all’interno di iniziative pagate da associazioni, città e via dicendo, lo dichiarano apertamente.
Non “inseriscono il prodotto nella ricetta” o “il rossetto nel video” senza affermare che sono sponsorizzati, come fanno alcuni (alcuni, eh, non tutti) foodblogger o make up blogger (che le categorie non si offendano, sono le prime che mi sono venute in mente).
Nel caso dei travel blogger o di chi viene invitato a iniziative travel, la prima cosa che di solito si fa è dire da chi è stato organizzato (e quindi pagato) che equivale quasi affermare che si tratta di un post sponsorizzato.
Perché quasi?
Perché potevano comprare un post sponsorizzato e non l’hanno fatto, hanno invece scelto di coinvolgere gli influencer del sistema in un’esperienza di consumo, in modo da poter fare da vera testimonianza e non una semplice “marchetta”.
Decisamente un passo avanti dal marketing tradizionale.
Il sistema comincia ad essere un po’ saturo? Certo.
Ma anche la pubblicità in tv e i banner sui siti web.
L’unica pecca di Cesenatico Bella Vita è che la scelta dei blogger poteva essere un po’ più variegata: chi seguiva tutti i blogger presenti si è ritrovato una timeline intasata da foto di cibo e di spiagge (E che invidia! Dopo questa affermazione Rudy ed Enrico mi leveranno il saluto).

scritto da Rudy Bandiera il 18 giugno 2012 Rispondi

io personalmente ti levo anche dalla rubrica. Addio.

scritto da Enrico Bisetto il 18 giugno 2012 Rispondi

Ahah, no tranquilla, io sono meno permaloso di Rudy e il saluto non te lo tolgo ;)
Posso capire l’effetto TL intasata (d’altronde se hai buon gusto e segui i blogger migliori :P) ma in realtà l’aver scelto un gruppo di blogger che quotidianamente si relaziona online è stata una delle chiavi del successo dell’evento, perché oltre a godere dell’ottima ospitalità e delle bellezze del luogo, tutti erano mossi anche dal piacere di passare una giornata finalmente assieme live.

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2012 Rispondi

Ti hanno già risposto loro, per cui io mi limito a fare una precisazione: sono state postate un sacco di foto di cibo e di spiagge perchè l’alternativa sarebbe stata fotografare il borsello di Rudy, e questo sarebbe stato un duro colpo per il suo Brand Personale e per la qualità dei contenuti postati ;)

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