Non è la West Coast e tu non sei Zuckerberg… rimettiti le scarpe!

Ciabatte infradito
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L’estate è da sempre sinonimo di libertà, anche nell’abbigliamento. Tuttavia, bisogna fare attenzione a non lasciarsi troppo andare, per non mettere a rischio il nostro Brand Personale.

Oh, calore estivo che spazza il paese! Non un alito di vento, non una nuvola. E tra i monti la renna pascola, nell’orizzonte azzurro. Oh estasi! Oh gioia! Mi siedo sulla terra singhiozzando (Anonimo eschimese).

Non conosco questo poeta, ma di sicuro condivido con lui l’esigenza di versare qualche lacrima quando, durante l’estate,  incontro persone che hanno deciso di rinunciare a vestirsi in modo decente in favore di mises pittoresche, che troppe volte rappresentano una palese offesa al buon gusto. Avevo già dedicato un post all’argomento, ma credo che la questione vada ulteriormente approfondita.

Prima di analizzare quali indumenti o comportamenti possono incidere negativamente sulla nostra immagine e, di conseguenza, sul nostro Brand Personale, parto da una riflessione: perchè d’inverno molti di noi cercano di mantenere una parvenza di decenza e, quando arriva il caldo, si lasciano andare agli abbinamenti e comportamenti più strani?

Per molta gente, io credo, è ancora radicata la credenza secondo cui l’inverno è la stagione del lavoro e di conseguenza ci si deve presentare in un determinato modo mentre in estate ci si può lasciar andare, sia in ciò che si indossa che nei modi. Sarà il caldo, che risveglia il nostro antico istinto di libertà, saranno i ricordi di anni lontani, in cui estate significava soggiorni marini trimestrali, sta di fatto che negozi, supermercati, luoghi d’incontro diventano in questi mesi l’occasione per sfoggiare il peggio di noi stessi, mortificando la nostra figura e offendendo il gusto estetico di coloro che c’incontrano.

Per questo motivo io dico NO a tutto ciò che non ci onora, a partire da

  • la canotta aderente in materiale sintetico, usata sia di giorno che di sera. Lo sai che stai indossando un  indumento da palestra? E che tu sia magro piuttosto che in sovrappeso, la canotta è fuori luogo e basta. Cosa? Hai caldo? Vuoi dirmi che scoprirti 10 cm di avambraccio ti evita le insidie della calura?
  • i pantaloni pinocchietto. Ripeti assieme a me: i pinocchietti fanno schifo. Punto. Non c’è esemplare umano, che io ricordi, che ne sia uscito valorizzato indossandoli. Se sei magro sembrerai un turista a Venezia con l’acqua alta, se sei in sovrappeso diventerai un Umpa Lumpa. Se hai caldo mettiti i bermuda, altrimenti opta per un pantalone lungo, ma evita le vie di mezzo che sono prive di significato e ti rendono informe;
  • le ciabatte nei luoghi pubblici. Le infradito si portano a casa o per andare in spiaggia. Non ci sono eccezioni. Non importa quanto siano colorate: se sono di plastica restano ciabatte. Usciresti d’inverno con le ciabatte di lana (fantasia scozzese, ovviamente) per fare la spesa? E allora, perchè lo fai d’estate? E non parlare di comodità. Si vede benissimo che il tuo tallone gode di vita propria e, mentre cammini, magari carico di spesa, esce lateralmente dallo spazio dell’infradito, per andare verso la nuda terra. Se invece porti le classiche ciabatte da doccia (la classe non è acqua), ti troverai a combattere con le tue dita che, spinte da un irresistibile bisogno di scoprire il mondo, avanzeranno di qualche cm oltre il bordo…
  • sciabattare. Migliaia di Sciaf Sciaf  senza ritmo riempiono gli spazi dei centri commerciali, dei negozi, delle strade. Non ti basta indossare una ciabatta in pubblico, me lo devi anche far sentire? I piedi si alzano, non si trascinano. Ti sei mai visto quando trascini i piedi? Hai l’aria affranta, le spalle basse, la pancia in evidenza e le gambe più avanti rispetto al baricentro. Cos’è, ti stai allenando per partecipare al concorso nazionale per gibboni?
  • il marsupio. Gli uomini impazziscono per questo gadget: lo allacciano in vita, lo stringono il più possibile, lo riempiono a dismisura (chiavi, portafogli e patente) e si sentono i padroni del mondo. Un mio amico ne ha tre, in tinte diverse, “perchè così”, dice ” lo scelgo in base a come mi vesto”. Eh? Ma il marsupio lo portano i bambini per andare ai gruppi estivi, non gli adulti. Quello di cui hai bisogno tu si chiama borsa. Ripeti con me, borsa, b-o-r-s-a. Ne esistono anche da uomo, sai? Di misure diverse a seconda delle tue esigenze.

Lungi da me pensare di limitare la libertà di ciascuno, ma ho l’impressione che, negli anni, un uso improprio del concetto di libertà, ci stia portando a imbarbarirci sempre di più, nei costumi come nelle abitudini, scatenando gare inconsce a chi si presenta nel modo più sbracato possibile (d’altra parte quando tutti, attorno a me, tendono a lasciarsi andare, rischio di cadere anch’io in quella trappola).

Essere più attenti al nostro modo di presentarci, passando dalla logica del “Faccio quello che voglio” a quella del “Cerco la comodità, ma senza mortificarmi” è un ottimo modo, anche d’estate, per curare il nostro Brand Personale e, perchè no, per rendere più gradevole la visuale a coloro che c’incontrano.

Gli esempi sopra riportati non esauriscono, ovviamente, tutta la panoramica di bruttezze estive. Voi ne avete altre da suggerire, cari amici? Lo spazio dei commenti è aperto!

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  23 commenti

scritto da Patrizia Corriero il 2 agosto 2012 Rispondi

Non posso dirvi le risate che mi sono fatta con mia sorella…un po’ per il modo esilarante in cui è scritto l’articolo, un po’ perché c’è un signore che abita nel mio stesso palazzo che veste giornalmente con canottiera in bella vista e camicia, bermuda e ciabatte o scarpe (per le serate di gala :P) e ogni volta penso: ” Uhm…che fashion…” :) ma senza quel suo abbigliamento non venderebbe più il suo brand. :)

scritto da Damiano Bordignon il 3 agosto 2012 Rispondi

Ciao Patrizia, e grazie per il commento. Come scrivevo alla fine del post, credo che ognuno potrebbe elencare, come nel tuo caso, spettacoli più o meno eccentrici a cui è costretto ad assistere quotidianamente. Qualcuno, come tu ricordi, si acconcia in un certo modo di proposito perchè vuole comunicare un’immagine specifica, e allora lì qualche motivazione si può anche trovare. Altri, invece, si infilano quello che trovano, e in quel caso va sempre bene riderci un po’ su (in fondo la leggerezza è fondamentale in tute le cose). Buona serata

scritto da Riccardo Paloppi il 2 agosto 2012 Rispondi

Sebbene io apprezzi molto di quello che hai scritto rimango dubbioso sul dare una definizione al “buon gusto”. Btw ottimo sfogo!

scritto da Damiano Bordignon il 3 agosto 2012 Rispondi

Buonasera Riccardo, e grazie per il tuo commento.
Il post non ha la pretesa di dare una definizione unìvoca al “buon gusto”, quanto quella di sottolineare come il lasciarsi troppo andare possa nuocere alla propria immagine… oltre che alla sensibilità altrui. Ti auguro una buona serata :)

scritto da Benedetto Motisi il 3 agosto 2012 Rispondi

Ecco!
Quando dico “gli stilosissimi dello stile” intendo proprio questo!

Ora, io potrei parlare ben poco (oro olimpico di tuffo nell’armadio e pentacampeon nella riemersione con vestiti a casaccio, anche se devo dire che di recente la vita di coppia mi ha reso più sensato :D) ma mai-mai-mai scadrò nell’inferno dell’infradito e della canotta.

Al di là della figura da mantide (a là Sheldon Cooper) valli a trovare gli infradito 48.. un odio poi se il piedino esce dal selciato..

scritto da Damiano Bordignon il 3 agosto 2012 Rispondi

…piede che comunque dev’essere curato. Non dimenticarlo mai, caro Benedetto. Ti ho visto a Roma e, se pur di sfuggita, non mi pare di aver notato abbinamenti impossibili. Se sono veri i risultati olimpici di cui mi parli, sicuramente l’intervento della tua dolce metà sta portando i suoi ottimi frutti :).
Buona serata mio caro.

scritto da Rudy Bandiera il 3 agosto 2012 Rispondi

Post razzista e tendenzioso! Io alle mie infradito non rinuncio: non se devo andare a cena fuori, certo, ma per andare in ufficio o per prendere l’aperitivo in un baraccio con i miei amici stasera, non ci rinuncio manco morto!
La borsa l’ho portata un paio di volte ma mi hanno devastato le balle un po tutti, partendo da quella che vive con me, quindi adesso metto la roba in tasca oppure porto un marsupio a tracolla.
Ah, dimenticavo, mi do la Glisolid in faccia :D
Per il resto quoto, ma sono convinto che questo posto non abbia nulla a che fare con il brand personale, ma solo con la moda che piace all’autore ;) Autore per il quale oggi ho una piccola sorpresina…

scritto da Rudy Bandiera il 3 agosto 2012 Rispondi

Volevo dire questo post, non questo posto. Sorry :)

scritto da Damiano Bordignon il 3 agosto 2012 Rispondi

Mio caro Rudy, comprendo il tuo sfogo. Sono inevitabili gli scatti di nervi quando si decide di cambiare. E tu, dopo il tuo acquisto odierno, stai dimostrando a te stesso che puoi (e vuoi) evolvere verso una dimensione più alta; quando ci arriverai, ti accorgerai che le dita dei piedi appoggiate su superfici plasticose o i borselli da controllore degli autobus saranno soltanto uno sfocato ricordo. Ti aspettiamo in tanti ;)

scritto da Giuseppe D'Elia il 3 agosto 2012 Rispondi

Ahahah interessante visione! Devo dire che approvo tutto, pure per la borsa mi sono adeguato sai? … solo che nel periodo estivo, puoi togliermi tutto, ma non le infradito. Anche la sera! Vivo a Procida, un isola, praticamente qualsiasi momento è ottimo per andare in spiaggia, da mattina a sera! (all’occorrenza anche la notte) ;)

scritto da Damiano Bordignon il 3 agosto 2012 Rispondi

Eh, mio caro Giuseppe, in questo caso come darti torto? Quando ho la fortuna di trascorrere parte del mio periodo estivo in un’isola, indosso con piacere le infradito (di giorno!). Il fatto che tu viva a Procida ti permette concessioni che a noi sono precluse, durante l’anno. Ovviamente il piede dev’essere curato (ma tu questo sicuramente lo sai, visto il percorso stilosoche stai seguendo ;)), e nella tua scarpiera ci saranno anche altre calzature, da scegliere a seconda della situazione.
Se vorrai potremo continuare volentieri questa disquisizione, magari proprio da te. Chiaramente, se decidessi di scendere, sarebbe soltanto per motivi professionali… :P.
Grazie per il tuo commento, caro Giuseppe, e buona serata

scritto da Rudy Bandiera il 3 agosto 2012 Rispondi

Damiano, non ti mando “al diavolo” solo perchè sono in casa tua. Ma avrò di nuovo, e presto, occasione per vederti e per farlo di persona ;)

scritto da Elena Mazzali il 4 agosto 2012 Rispondi

hahahah che risate!
effettivamente la canotta in micro fa un po’ palestra, se non indumento intimo :-)
Il marsupio per l’uomo? i pinocchietto? mah…
Condivido a pieno le considerazioni sulle ciabatte e lo sciabattare.. ma allora come vestirsi in estate? e sopratutto per l’ufficio?

buone vacanze Damiano!

scritto da Damiano Bordignon il 6 agosto 2012 Rispondi

Buongiorno Elena, e grazie per il tuo commento. Sorrido notando che le considerazioni su certe mises sono praticamente unanimi :). Ma veniamo a noi: il guardaroba estivo per l’uomo che lavora richiede camicie (non in sintetico,eh?!?), pantaloni in cotone (da sostituire al jeans, che soprattutto d’estate tende a lessare) o eventualmente in lino, a patto che abbiamo una linea leggermente asciutta e che non siano abbinati a una camicia in ugual tessuto e tinta (soluzione da riservare per un matrimonio sulla spiaggia…) e una scarpa, possibilmente chiusa. Coloro che dicono di sentirsi soffocare dalle calzature chiuse molto spesso si rivelano dei portatori sani di sole scarpe da ginnastica. Questi dovrebbero imparare che esistono anche altri tipi di calzature per l’estate, capaci di evitare una sauna continua alle povere estremità inferiori.

Buona serata mia cara Elena, e buone vacanze a te :)

scritto da Elena il 6 agosto 2012 Rispondi

Buongiorno a te!
Sul jeans che dire, se non usclamare un “he si decisamente lessato!!!”

e per le wonder woman, invece?.. che cosa suggerisci? :-)

scritto da Damiano Bordignon il 6 agosto 2012 Rispondi

Non è certo la mia specialità scovare il look perfetto per il gentil sesso, anche perchè di variabili da prendere in considerazione ce ne sono veramente tante. Sicuramente, come per l’uomo, andrei a curare la calzatura (nota, non ciabatta!!!) e magari, pensando a certi spettacoli che si vedono in giro, eviterei pantaloni troppo corti e di misura troppo piccola per non essere scambiati per dei lacci emostatici… Se l’uomo, in estate, è chiamato a non abbandonarsi alla sciatteria, ad alcune donne consiglierei di riappropriarsi di un po’ di grazia, che per definizione le dovrebbe contraddistinguere. Acquisita quella, anche un indumento non adatto al 100% riesce a trasformarsi e a valorizzarne la figura. Viceversa, la mancanza di grazia rischia di trasformare l’incauta indossatrice in Oda Mae Brown quando, in Ghost, va in banca a ritirare l’assegno sotto le spoglie di Rita Miller :).
Buona serata cara Elena

scritto da Elena Mazzali il 7 agosto 2012 Rispondi

effettivamente devo darti ragione!

Enzo&Carla direbbero che pantaloncino corto e ciabatta farebbero molto beach!.. e non sbagliano poi tanto, anche se è risaputo che le mode spesso hanno la meglio ;-)

Buone vacanze!!

scritto da Valery il 8 agosto 2012 Rispondi

Ben detto caro Damiano! Purtroppo d’estate le persone sembrano dimenticare non solo il buon gusto ma anche il più elementare senso di decenza o pudore! Io andrei oltre e bandirei oltre i pinocchietti anche i bermuda specialmente per chi ha più di 25 anni (i teenagers si possono permettere quasi tutto), indipendentemente dal fisico, e invece in città capita di vedere anziani (over 65) in shorts + canotta bianca da muratore + ciabatte scorrazzare mostrando vari strati di pelle cadente e arti nodosi … ma per piacere! Fino agli anni 70 esisteva un codice molto rigido d’abbigliamento che imponeva a ogni stile un occasione d’uso: non dico che si dovrebbe tornare a indossare guanti e cappellino per uscire, ma almeno si dovrebbe tornare a fare una semplice associazione di idee: flip flop/mare, canotta/palestra, sandalo/città penso non richieda molto sforzo;-D Complimenti per l’articolo!

scritto da Damiano Bordignon il 10 agosto 2012 Rispondi

Buongiorno Valery e grazie per il tuo commento.
Riguardo ai bermuda, personalmente credo che dipenda dal tipo, dalla circostanza (al lavoro MAI!) e dagli abbinamenti. Certo, se li accompagno, come tu mi indichi, con canotta e ciabatte, il risultato – come direbbe il mio amico Fabrizio – Nun se pò vedè.
Per quanto riguarda invece il ritorno a un semplice codice d’abbigliamento, dimmi solo dove devo firmare per dare il mio appoggio :).
Ti auguro una buona estate

scritto da federico il 18 giugno 2013 Rispondi

Che dire? Credo che bisogni sempre seguire la regola del vestiti adeguato all’occasione e alla stagione… Un mio appunto personale riguarda la camicia a maniche corte: mai! Piuttosto una camicia leggera o una polo in lino o pique in colori chiari ma la camicia a manica corta non si può vedere! Io abolirei anche le calze corte… Piuttosto lunghe e in materiale leggero ma riabilito alcuni modelli di sandali solo con abbigliamento e pedicure adeguati. Altro suggerimento utilizzare una colonia o un acqua profumata invece delle fragranze intense che su utilizzano nelle stagioni più fredde… Sennò invece di far colpo potreste far svenire qualcuno!
Buona estate e buon personal branding a tutti

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2013 Rispondi

Federico, Federico, ma è il cielo che ti manda.
Hai fatto l’elenco di abitudini che anch’io trovo detestabili, soprattutto d’estate, quando la fiera degli orrori si apre alla vista di tutti: la camicia a maniche corte (che accetto solo se in lino, portata d’estate per andare in spiaggia), il piede ignudo non curato e il deodorante four seasons, che col caldo rischia di innescare il processo di autocombustione (ma magari!!!) per il malcapitato che se lo spruzza senza remore.
Grazie per il tuo commento e a presto :)

scritto da Luca il 16 luglio 2013 Rispondi

Indubbiamente il look deve essere curato per ogni evenienza,ma questo post mi sembra decisamente esagerato e incline ai gusti dell’autore (senza offesa,ovviamente). Ti posso dare ragione per le canotte attillatissime senza un minimo di decoro personale (persone in sovrappeso o tuffatori olimpici inclusi) , lo “sciabattare” fastidioso provocato dagli utilizzatori di infradito e ciabatte da doccia e il doverle utilizzare in luoghi pubblici,uffici o supermercati,che può provocare nauseabondi odori se l’utilizzatore è solito lavarsi poco…ma ad ogni modo in estate,soprattutto con temperature alte,penso che il brand vada LOGICAMENTE un pochino a perdersi per una questione di comodità,di caluria e di problemi di sudorazione. Io con una canotta sento una differenza incredibile da una classica t-shirt,quando ho le infradito sento un terzo del caldo che sento quando metto il mio paio di scarpe più leggere,e soprattutto l’idea di portarmi un comodissimo marsupio mi alletta alquanto,soprattutto se abbinato ai vestiti che indosso. Non è un accessorio per bambini,ci sono marsupi e marsupi,il tuo mi sembra un discorso alla “vado in giro con la borsa così sembro più adulto e il mio brand si fortifica”,mentre crepi di caldo e la borsa ti lascia le chiazze sulla maglietta per quanto calore emana nelle giornate di afa. Inoltre,potrei benissimo andare in giro con una borsa che mi faccia apparire più ridicolo e infantile più di un marsupio o una tracolla. A mio parere questo articolo più che di personal branding parla di moda estiva fallimentare,da seguire per apparire e nient’altro. Ripeto,senz’offesa eh.

scritto da Damiano Bordignon il 16 luglio 2013 Rispondi

Buon pomeriggio, Luca e grazie per il tuo commento.
I post si scrivono per questo, per esprimere opinioni e stimolare la partecipazione, che ovviamente tira in ballo modi diversi di vedere le cose.
Dal canto mio ho una visione differente rispetto alla tua. Certo, non tutte le mises sono adatte ad ogni contesto. Lungi da me pensare che per una camminata in montagna o una passeggiata serale al mare la borsa sia l’accessorio maschile fondamentale, anzi (io stesso in quei contesti la evito), tuttavia ricercare la giusta comodità non vuol dire mortificare lo stile, che in ogni situazione può essere invece valorizzato senza particolari “sofferenze”.
La mia non è una campagna in favore della “borsa per tutti”, ci mancherebbe altro, anche perché portare una cosa senza sentirla propria rischierebbe di farci apparire goffi e insicuri, è più un modo per suggerire a ciascuno di non “accontentarsi” di qualcosa di comodo pensando che questo non abbia incidenza sull’immagine che comunichiamo (l’apparire è una componente del nostro Brand Personale), così da spingere ciascuno a ricercare soluzioni che coniughino comodità e stile.
Anche per per quanto riguarda la questione termica ho delle perplessità, ma questo probabilmente dipende dal fatto che sono cresciuto in una famiglia dalla mentalità “classica”, per cui possono esserci anche 40 gradi ma al lavoro (e prima ancora a scuola) ci si presenta in pantaloni, camicia e scarpe.
Siamo un po’ troppo precipitosi quando affermiamo che la camicia tiene più caldo della canotta o che un pantalone lungo è importabile in estate: basterebbe essere più attenti a ciò che si acquista per provare che una camicia in cotone o lino è molto meno soffocante di una canotta in acrilico, che una giacca ben fatta ha anche la funzione di proteggere il corpo dal calore esterno e che un pantalone leggero, senza elastan, evita di cucinare gli arti inferiori.
Il nostro modo di vestire e di presentarsi è una delle componenti che ci contraddistingue, non solo in un periodo dell’anno ma in ogni momento, e ciascuno di noi comunica, volontariamente o meno, l’attenzione che ha verso questo aspetto. A chi ci sta vicino resta la libertà di interpretare e, inevitabilmente, di giudicare, facendosi una certa idea di noi e, conseguentemente, del nostro Brand Personale.
Buona estate caro Luca, e se opti per un uso selvaggio dell’infradito, mi raccomando la pedicure preventiva ;).

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