Pin different: Pinterest per il tuo Personal Branding

Pin Different
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E’ il Social Network del momento, il più chiacchierato, il più sperimentato, quello che sta avendo il trend di crescita maggiore: sto parlando ovviamente di Pinterest. E anche se non è mia abitudine cavalcare l’hype delle novità (novità più che altro per il nostro paese visto che il social è nato nel 2010), dopo averlo testato per un po’ non posso che condividere anch’io le mie impressioni (positive) e alcuni consigli su questo strumento… naturalmente in ottica di Personal Branding.

Mettete insieme l’impatto emotivo della condivisione d’immagini alla Instagram e la possibilità di selezionare, organizzare e condividere i contenuti online che ritenete interessanti tipica della Content Curation e comincerete ad avere già un’idea più o meno chiara del funzionamento di Pinterest. Il Social Network infatti basa il suo servizio sulla condivisione, organizzata in bacheche tematiche, delle immagini (e video) che trovate nel web (o che caricate da computer) postandole, o meglio “pinnandole”, appunto sulle vostre board. Avete poi (in stile Twitter) la possibilità di seguire gli altri utenti, o anche solo le singole bacheche che ritenete più interessanti, menzionarli nei commenti premettendo al loro nick la classica @, repinnare i contenuti che più vi piacciono (ai quali potete anche mettere un like alla Facebook). Il tutto con la possibilità di condividere la vostra attività sulla piattaforma anche su Facebook e Twitter.

Fin qui il funzionamento generale del Social Network (e già ce ne sarebbe abbastanza per considerarlo un’interessante commistione di vari elementi del Web Sociale), ma vediamo meglio come, secondo me, la piattaforma si presta particolarmente alla promozione del proprio Personal Brand.

L’organizzazione delle bacheche

Seppure le immagini siano l’elemento fondamentale della condivisione su Pinterest, dopo qualche settimana di utilizzo, ho notato almeno 4 (meglio 5) tipologie differenti di bacheche.

  1. Raccolte in cui contano soprattutto i contenuti dei post originali: è l’approccio più vicino alla Content Curation, in cui l’immagine che viene “pinnata” (da tenere sempre in considerazione data la particolare natura della piattaforma) non è però il vero fulcro d’interesse ma serve più come stimolo attrattivo verso il contenuto dell’articolo cui rimanda.
  2. Raccolte in cui immagini e contenuti sono strettamente legati: è il caso di quei post che riguardano argomenti di arte, grafica, fotografia, fashion, ma anche cucina e altre forme di creatività, nei quali l’immagine è parte integrante del contenuto del post originale.
  3. Raccolte in cui contano esclusivamente le immagini a prescindere dal contenuto del post originale: è forse l’approccio più specificatamente connaturato alla piattaforma, in cui quello che mi interessa condividere è essenzialmente l’immagine “pinnata”, o perché è l’immagine di per sé il vero contenuto (ad esempio raccolte di aforismi e scritte varie, di specifici soggetti, colori, suggestioni, di foto da Instagram o , ancora, il caso particolare delle infografiche) o perché è l’oggetto ritratto nell’immagine il vero contenuto (e qui si sprecano le liste di oggetti del desiderio, di capi di abbigliamento etc…).
  4. Raccolte di video: ruolo a sé darei ai video che però non hanno una presenza dominante nella piattaforma.
  5. Raccolte aperte agli altri utenti: sono bacheche in cui lascio la possibilità ai miei follower di inserire contenuti, particolarmente adatte per contest e altre forme di condivisione più interattiva.

Nelle mie “sperimentazioni” sto utilizzando tutte queste modalità (tranne la bacheca aperta perché non ho avuto ancora un’idea coinvolgente per poterla sfruttare) e posso dirvi che tutte hanno la loro “nicchia” di follower e che spesso sono più seguite le singole bacheche piuttosto che l’account completo (un centinaio i miei follower, mentre le singole bacheche hanno circa il doppio di follower ciascuna) con una piccola maggioranza per la bacheca che riguarda le infografiche (anche su Pinterest si confermano un trend molto in voga).

Profilo Pinterest Enrico BisettoIl fattore Personal

Dopo aver analizzato brevemente le varie modalità di approccio all’organizzazione delle bacheche potete facilmente capire come questo strumento possa essere estremamente duttile ed efficace in ambito di Personal Branding. Se infatti completo il mio profilo utilizzando nella sezione bio le parole chiave che hanno maggior valore per il mio Brand e poi, coerentemente, creo le mie bacheche riprendendo quelle stesse parole chiave nei titoli e nelle descrizioni delle bacheche stesse, e inserendole attentamente nelle giuste categorie che Pinterest mi propone, le dinamiche “virali” della piattaforma saranno un ottimo veicolo per il mio Brand, considerato che, anche grazie alla ricerca per categoria, mi daranno la possibilità di far arrivare i miei contenuti anche a chi non è direttamente in contatto con me. Inutile aggiungere che più mirate e di “nicchia” sono le bacheche, maggiori saranno anche le possibilità di emergere ricevendo like e repin e conquistando follower.

Il fattore SEO

Come egregiamente spiegato da Web In Fermento i link su Pinterest sono tutti “dofollow” e vengono quindi seguiti dai motori di ricerca. Questo significa che se postate “pin” che rimandano agli articoli del vostro sito/blog, a questi verrà passato valore dai link della piattaforma. Attenzione però a non diventare degli spammer condividendo massicciamente solo rimandi auto-referenziali, pratica che non solo è considerata poco piacevole dagli utenti di Pinterest (come di qualsiasi altro Social Network), ma che la piattaforma stessa stigmatizza come poco corretta nelle sue regole di “etichetta”. Inoltre ricordatevi di aggiungere il link al vostro sito anche nella sezione about del profilo (anche questo “dofollow”) oltre a quelli ai vostri account Facebook e Twitter.

[Aggiornamento: mi è stato gentilmente segnalato da Alessio Moretto che i link di Pinterest sono passati da “dofollow” a “nofollow”, qui trovate una discussione in merito. Resta comunque il valore “virale” della condivisione dei vostri link sulla piattaforma.]

Un paio di “dritte” pratiche

Per poter “pinnare” le nostre immagini dal web Pinterest ci mette a disposizione un “pin-it” button per il browser, da aggiungere alla barra dei bookmark, il cui funzionamento è estremamente semplice. Basta infatti cliccarlo dalla pagina che ci interessa per far apparire una finestra dove scegliere l’immagine contenuta da “pinnare”, inserirla nella bacheca più adatta e aggiungerle una descrizione. Una piccola scoperta è stato notare che se copio del testo selezionandolo dalla pagina in questione prima di premere il pulsante “pin-it” quel testo apparirà in automatico nel campo descrizione della pin. Inoltre per Chrome (col quale il “pin-it” button manifesta dei problemi in alcuni siti, come ad esempio YouTube) esiste un’estensione chiamata “Pinterest Right Click” che permette di “pinnare” le immagini (e i video) semplicemente utilizzando il tasto destro del mouse e aggira i problemi cui accennavo prima permettendoci di “pinnare” anche da quei siti in cui il “pin-it” button non funziona.

Da tenere in considerazione anche l’utilizzo mobile di Pinterest, molto sfruttato dai suoi utenti, possibile per iPhone e iPad grazie alla specifica app, mentre manca, per ora, un’applicazione ufficiale per Andorid.

In chiusura voglio segnalarvi un paio di “Social cloni” di Pinterest: il primo è Juxtapost, molto simile a Pinterest fin dall’impostazione grafica, il secondo è Gentlemint, che si propone come una sua alternativa al maschile (su Pinterest l’utenza femminile è in netta maggioranza). Per avere una prospettiva sullo strumento più orientata al suo utilizzo da parte di aziende e Brand vi rimando invece all’esauriente post di Davide Licordari oppure, in inglese, al decalogo stilato da The Next Web.

Allora, vi ho un po’ incuriositi su questo nuovo Social Network? Credete possa essere uno strumento efficace per il vostro Personal Branding? Lo state già utilizzando? Beh, in quest’ultimo caso allora potreste cominciare a seguirmi ;)

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scritto da

Enrico Bisetto è personal branding “creative” strategist e co-founder di Sestyle che, attraverso la consulenza e la formazione, ti accompagna a fare di stesso la chiave del tuo successo.

  19 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 26 gennaio 2012 Rispondi

Ottimo post di introduzione e brainstorming su questo “nuovo” social network.
Personalmente lo sto sperimentando con curiosità, anche se in maniera poco organica ;)

scritto da Enrico Bisetto il 26 gennaio 2012 Rispondi

Grazie Benedetto,
le cose vanno sempre sperimentate con un po’ di tempo e, avendo anche altro da fare, che lo si faccia in maniera “poco organica” è più che comprensibile ;)
Ci vediamo (anche) su Pinterest allora :)

scritto da Agostino Caniato il 26 gennaio 2012 Rispondi

Ciao Enrico,
ti segnalo per quanto riguarda i cloni di Pinterest,
http://visual.ly, è praticamente identico!

scritto da Agostino Caniato il 26 gennaio 2012 Rispondi

…..il clone dei cloni di Pinterest è sicuramente http://pinspire.de/

scritto da Enrico Bisetto il 26 gennaio 2012 Rispondi

Ciao Agostino,
grazie delle segnalazioni. Visual.ly lo conoscevo già, anche se lo consideravo orientato principalmente alle infografiche, mentre Pinspire è decisamente un clone… pure il logo gli somiglia ;)
A presto

scritto da Alessandro Fontana il 26 gennaio 2012 Rispondi

Articolo molto interessante, aspettavo che qualcuno si occupasse del fattore “Personal Branding” connesso a Pinterest.

Personalmente trovo questo social molto interessante e ben organizzato, forse un po’ di confusione nella “Newsfeed”, ma data la natura prettamente legata alle immagini era prevedibile.

Ho pensato, da subito, che potevo sfruttarlo per raggruppare i miei contributi on-line, dare modo a chi mi segue di avere una visione globale di ciò che scrivo e dove lo scrivo. Diciamo che il mio approccio è strettamente legato al punto relativo alle “Raccolte in cui contano soprattutto i contenuti dei post originali” :)

IMHO risulta utilissimo per il personal branding a prescindere dal fattore SEO!

A presto!

scritto da Enrico Bisetto il 26 gennaio 2012 Rispondi

Ciao Alessandro,
grazie dell’apprezzamento… in effetti sono convinto anch’io che sia un ottimo strumento per il personal branding, e ci ho messo un po’ prima di scriverci un post perché ho voluto prima sperimentarlo con calma.
In realtà alcuni blog statunitensi ne avevano già parlato in termini di brand personale vedi ad esempio questo mancava qualcosa nella nostra lingua. ;)
A presto!

scritto da Rudy Bandiera il 26 gennaio 2012 Rispondi

Bellissimo articolo! Alcune chicche non le sapevo, specie quella del “Pinterest Right Click” che ho appena installato e che trovo meravigliosamente efficace. Grazie Enrico :)

scritto da Enrico Bisetto il 26 gennaio 2012 Rispondi

Grazie Rudy,
il “Pinterest Right Click” l’ho scoperto quando, tentando di postare video da Youtube senza successo, mi sono messo a fare una piccola ricerca in rete. Certo, perdi la funzione di copiare e trovarti la descrizione già fatta ma è estremamente comodo per altri versi.
Ciao, a presto ;)

scritto da davide il 26 gennaio 2012 Rispondi

Bell’articolo completo, io lo uso un po’ all’incontrario… raccogliendo il peggio ;) http://pinterest.com/davidenonino/web-orribilanze/

scritto da Enrico Bisetto il 26 gennaio 2012 Rispondi

Ahahah :D
Ciao Davide, ho dato un’occhiata alla tua bacheca ed è davvero “gustosa”. Anche quello è un modo per utilizzarlo… in mezzo a tanti oggetti del desiderio lussuosi e glitterosi un po’ di “orribilanze” ci stanno pure bene ;)
Ciao!

scritto da Brunella G. il 27 gennaio 2012 Rispondi

Non conoscevo, grazie!! :D

scritto da Enrico Bisetto il 1 febbraio 2012 Rispondi

Felice di essere stato utile! :)

scritto da Beatrice Nolli il 31 gennaio 2012 Rispondi

Ho apprezzato subito Pinterest per il fattore Personal Branding, mi piace perché è “creatività in vetrina”, un modo per proporre il proprio mondo in maniera immediata, senza indugi, ma anche un modo per “vedere” gli interessi e le professionalità degli altri.
Trovo che questa creatività possa essere riproposta anche dalle aziende che potrebbero farne un ottimo strumento di comunicazione e di business, a prescindere che si occupino di matrimoni o di macchinari industriali.
Tra i difetti: manche un uploader multiplo e un editor di immagini.
Grazie per il “right click” mi era sfuggito! :)

scritto da Enrico Bisetto il 1 febbraio 2012 Rispondi

Perfettamente d’accordo con te Beatrice, anche sui difetti individuati.
Per quanto riguarda il “right click” un’estensione davvero comoda per chi usa Chrome!
A presto ;)

scritto da Patrizia Corriero il 3 febbraio 2012 Rispondi

:) Ottimo articolo!Altra alternativa, peraltro italiana è Pinspire!:)

scritto da Enrico Bisetto il 3 febbraio 2012 Rispondi

Ciao Patrizia,
grazie per l’apprezzamento ;)
Pinspire non lo conoscevo e infatti me l’aveva segnalato in un commento poco sopra anche Agostino, e non sapevo nemmeno fosse italiano, grazie dell’informazione.
A presto!

scritto da Cristina il 25 luglio 2012 Rispondi

Ciao, ho letto con piacere gli approfondimenti su qst social network ma ho bisogno di un tutorial a prova di deficiente per installare il pin it button sul mio iphone xchè ho provato a seguire le istruzione in inglese presenti sull’app del tel ma ho ottenuto solo di richiamare la pagina web di istruzione per installare il bookmarklet di pinterest anzichè “pinnare” l’immagine del web da salvare sull’account di pinterest.

scritto da Enrico Bisetto il 25 luglio 2012 Rispondi

Ciao Cristina,
grazie par aver apprezzato il post. :)
Per quanto riguarda la domanda che mi fai, come per tutte quelle funzioni “automatiche” che nella navigazione da desktop si risolvono con un pulsante del browser (come ad esempio Read it Later o Scoop.it, etc…) su Safari da iPhone si tratta di modificare i bookmark (quei link che salvi in preferiti, per intenderci). Qui puoi trovare un semplice tutorial (in inglese) su come fare.
Spero di esserti stato utile, fammi sapere se riesci a risolvere.
A presto ;)

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