Questione di prospettive

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Nella strada che porta al raggiungimento dei propri obiettivi, spesso si va incontro a periodi che mettono alla prova creatività, entusiasmo, produttività in generale. Esercitarsi nel cambiamento di prospettiva può diventare la chiave possibile per affrontare al meglio quelle situazioni.

Non stupitevi della grande verità che sto per enunciare, ma ogni tanto mi sembra che le cose non vadano come si vorrebbe.

Programmiamo, stimiamo il tempo che ci vorrà per portare a termine quel determinato compito, lavoriamo indefessamente in multitasking per riuscire ad arrivare ai risultati sperati nel più breve tempo possibile eppure… spesso capita qualcosa che ti fa deviare.

A volta tra capo e collo ti trovi a dover fronteggiare gli enormi ed improvvisi disagi causati da una nevicata eccezionale: mezzi di trasporto in ritardo (quando non soppressi), strade impraticabili, supermercati presi d’assalto, ritardi inevitabili nel lavoro e altro ancora. Puoi lamentarti, sperare con tutte le tue forze che il disagio sia ridotto al minimo, chiederti perché stia capitando proprio a te, ma quando arriva lo devi accettare, e lamentarti perché le cose non vanno come vorrebbero non ti aiuta a risolvere la situazione.

Per qualcun altro la deviazione si chiama influenza di stagione, quella che tutti temiamo visto che capita ‘proprio quando non doveva venire perché ho mille cose da fare (mi piacerebbe sapere quando non abbiamo mille cose da fare…). Ci si riempie di farmaci per tentare di evitarla, con l’idea che sarebbe meglio trascinarsi dietro il malessere per settimane piuttosto che staccare per qualche giorno, ma non sempre questa forma di stoicismo si rivela la soluzione più adatta.

Per qualcuno è, più in generale, un blocco creativo, quella cosa che ti capita quando magari le scadenze incombono e tu ti senti il cervello a imbuto, con tutte le cose da fare che si sono incastrate e non esce nulla. E allora ti danni, fai appello al senso di responsabilità (o di colpa?), cerchi di aumentare la tua velocità per recuperare il tempo perso, ma senti che sono sforzi inutili: quando non ce n’è non ce n’è.

Esempi diversi, che hanno tutti un unico denominatore: l’inconveniente.

La nostra vita è costellata di inconvenienti, o meglio di situazioni che sembrano voler ostacolare il nostro cammino. Non ci è dato di scegliere quando arriveranno né quanto si fermeranno nella nostra esistenza, ma possiamo decidere come affrontarli: evitandoli, buttandoci a capofitto nelle azioni che compiamo ogni giornata, nella speranza che, come arrivato, l’inconveniente se ne vada da solo, oppure rendendosi conto che anche in quella situazione c’è vita, che forse in quel momento ci viene data un’occasione per riflettere sul nostro operato, per fare un bilancio, per capire come ritarare la mira nei confronti dei nostri obiettivi, o più semplicemente per tirare fiato. E da questa prospettiva, l’inconveniente diventa possibilità.

Non è sufficiente sapere dove si vuole arrivare: è necessaria la capacità di cambiare prospettiva quando serve, di capire che non sempre è possibile raggiungere quello che si vuole nei tempi e nei modi che ci si era prefissati. Per quanto ci si possa sforzare, non c’è dato aver controllo su tutto il processo. Ogni percorso comporta rallentamenti o deviazioni. Quando arrivano, convoglia parte delle tue energie nel chiederti cosa ti stiano insegnando e come possano cambiare in meglio, perfezionandoli, i tuoi obiettivi. Cambiare la prospettiva, e vivere come una possibilità, ciò che solo apparentemente è un inconveniente, ne velocizza il transito e ci permette di vedere i nostri obiettivi in modo diverso, con luce nuova. E a capire che quella perfezione a cui puntavamo inizialmente diventa più ricca e completa se riusciamo a mescolarla con le imperfezioni  che incontriamo nel percorso:

Nessuna perla è uguale all’altra. Nessuna perla è mai perfettamente simmetrica. E nelle cose di questo mondo, è meglio tenersi lontano dalla perfezione: la luna quando è piena comincia a calare, la frutta quando è matura cade, il cuore quando è felice già teme di perdere quella gioia, l’amore quando raggiunge l’estasi è già passato. Solo le mancanze assicurano la bellezza, solo l’imperfezione aspira all’eternità. La perla se ne sta lì con quella sua irraggiungibile imperfezione, nata dal dolore. E dall’amore che lo abbraccia. La perla dice che la felicità non è in ciò che dura un giorno e poi passa, ma si cela là dove non s’inciampa nella morte, e se v’inciampa è solo per una nuova nascita. E questa trasformazione non si chiama felicità, ma gioia di vivere.

(Cose che nessuno sa - Alessandro D’Avenia)

E voi, cari amici, che ne pensate? Siete d’accordo con me? Vi siete mai trovati a vivere situazioni che, se pur non volute, hanno cambiato in meglio il vostro percorso una volta affrontate?

[Per la foto ringrazio amboo who]

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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  7 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 20 febbraio 2012 Rispondi

Ottimo post e mentalità condivisa!
A meno che non si tratti di tragedie che toccano sul personale (perché non so come reagirei), cerco sempre di mantenere un approccio positivo di fronte le devianze e i contrattempi.

“L’ottimista vede una possibilità nella difficoltà, un pessimista la difficoltà in una possibilità” , citando liberamente Winston Churchill, e si tratta del mio quote preferito.

Inoltre secondo me, le devianze hanno un grosso vantaggio: ci affinano l’ingegno e ci scuotono da quel torpore mentale che un percorso troppo linearmente fantozziano rischia di instillarci.

scritto da Damiano Bordignon il 20 febbraio 2012 Rispondi

Trovo la citazione di Churcill perfettamente calzante, mio caro.
E sono assolutamente d’accordo anche con la tua ultima considerazione: se le cose andassero sempre come noi vorremmo, probabilmente la nostra esistenza sarebbe molto più monotona.
Un abbraccio e a presto :)

scritto da Andrea il 21 febbraio 2012 Rispondi

L’atteggiamento speranzoso dovrà essere necessariamente il segreto del successo! Thanks guys!

scritto da Damiano Bordignon il 21 febbraio 2012 Rispondi

Caro Andrea, al successo ci arriveremo sostenendoci a vicenda :)
Un grande abbraccio :)

scritto da Brunella Giacobbe il 23 febbraio 2012 Rispondi

Complimenti come sempre, specialmente per la visione di un bicchiere sempre mezzo pieno o quanto meno non mezzo vuoto.
I fatti, le esperienze, gli eventi sono in sé neutri, come dici tu è il nostro modo di guardare alle cose che li fa diventare inconvenienti o possibilità.

Bravo!
Brunella

scritto da Damiano Bordignon il 23 febbraio 2012 Rispondi

Buonasera Brunella,
non credo che si riesca sempre a guardare il bicchiere mezzo pieno. A volte ci stanno anche i momenti in cui lo vedi mezzo vuoto. La cosa importante, credo, è sapere che c’è comunque un’altra possibilità rispetto a quella che si è deciso di adottare. E quando vorremo, la potremo adottare.
Un abbraccio mia cara :)

scritto da Brunella Giacobbe il 25 febbraio 2012 Rispondi

Sì, ciò che dici è più oggettivo e puntuale.
Un abbraccio a te :)

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