Tweetawards 2012: il Personal Branding tra sorrisi e abbracci

TA12 damiano_sestyleOgni occasione è buona per lavorare positivamente sul proprio Brand Personale; ogni occasione è buona per non farlo.

Diciamo una cosa, i TweetAwards hanno tirato su un bel vespaio. Tanti sono stati i commenti (in rete e non solo) precedenti alla festa, tanto se ne è parlato durante la giornata di sabato e tanti sono stati i commenti a posteriori.

Dei Tweetawards ne hanno parlato coloro che c’erano e che non c’erano (di questi ultimi alcuni dispiaciuti altri contenti), chi li ha organizzati e chi li ha visti da spettatore, ne hanno parlato bene e ne hanno parlato male… Insomma, un fritto misto di giudizi che, a distanza di quasi una settimana, ancora continua a girare per la Rete.

Tra coloro che (non essendo presenti) ne hanno parlato male, qualcuno ha auspicato un intervento dei Maya durante le premiazioni, qualcuno si è ripromesso di “lavorare di lingua” (cit.) per l’anno venturo, qualcuno li ha definiti una perdita di tempo assoluta e qualcun altro, preoccupato per la possibile astinenza dalle carni dei partecipanti, si è augurato che i Tweetawards garantissero delle conoscenze in senso biblico (che sia per questo che Iddio è stato così premiato?).

Ora, me ne guardo bene dal commentare i singoli tweet (salvo all’ultimo, dove rispondo che chi parla tanto di sesso è perchè, il più delle volte, non ne fa!) ma mi chiedo come sia possibile trovare un’unica conclusione mettendo assieme questi (e altri commenti del genere) con i giudizi di coloro che, invece, ai Tweetawards c’erano e, come me, si sono divertiti non poco.

Dopo vari arrovellamenti mentali mi rendo conto che l’elemento che può dare senso a questa enorme diversità è la libertà di scelta.

Attraverso la libertà di scelta noi viviamo ogni situazione nella modalità che riteniamo più opportuna: possiamo vedere le occasioni come una perdita di tempo o un’occasione importante, possiamo trovare un aspetto positivo in coloro che ci stanno davanti o criticarli aspramente per quello che dicono o come sono vestiti e possiamo e in ultima analisi, lavorare per costruire positivamente il nostro Brand Personale o, perchè no, fare di tutto per demolirlo.

I Tweetawards c’hanno fornito numerosi spunti per lavorare sul nostro Brand Personale, che ciascuno è stato libero di cogliere. Eccone alcuni:

Le premiazioni

  • Durante le premiazioni Si poteva starsene seduti a vedere le varie premiazioni, ma anche di twittare qualcosa, in un tono serio o più faceto, nello stile che più si confaceva a ciascuno, magari cercando di essere originale come ha fatto lui:

 

  • A premiazioni avvenute. Certo, si poteva disquisire del merito di chi è stato premiato e chi no (AndreaFutura, Matteo, io il tifo per voi l’ho fatto ;) ), ma a cosa sarebbe giovato? Forse è più utile chiedersi se, tra tutte quelle nomination non ci sia qualcuno che ancora non seguo su Twitter e che magari potrebbe diventare un nuovo membro del mio Network. Questo significherebbe nuovi motivi di confronto, spunti di riflessione, possibilità di crescita,…

Il post premiazioni

  • A contatto con le persone per ricevere… Il post premiazioni, svoltosi in un verde scenario dal clima tardamente estivo, ha permesso a ciascuno di muoversi liberamente e di relazionarsi con le persone che quotidianamente “incontra” in Rete, nonchè di conoscerne delle nuove. Nello spirito d’allegria che regna quando si è in compagnia di belle persone, supportati in questo caso da ottimi stuzzichini e bicchieri di vino, la relazione con gli altri ti permette di capire se l’idea che hanno di te è quella che tu vorresti, se le particolarità che cerchi di comunicare in Rete sono effettivamente percepite dalle persone anche nel contesto off-line o se, invece, qualcosa è da modificare. E che sia una conferma (che va a potenziare la tua autostima) o una differenza (che va a lavorare sul tuo bisogno di crescita) rispetto al tuo modo di pensare e di percepirti, comunque quella persona, con le sue osservazioni, ti sta facendo un favore, perchè l’efficacia del tuo Brand sta nella percezione che hanno gli altri, non in quella che vorresti tu.
  • … e per dare…  Ovviamente tu puoi fare lo stesso, puoi cioè comunicare a ogni membro del tuo Network quali sono le cose che ti colpiscono più del suo modo di stare in Rete, puoi dare un feedback di ciò che ti arriva di lui o di lei anche nell’off-line ed eventualmente farglielo presente, così da aiutarlo/a nel suo percorso.
  • … giocandosi per come si è… Nella libertà che ha regnato sovrana, ognuno ha deciso come condurre al meglio quelle ore, chi riservandosi momenti di ristoro a contatto con amici, chi testimoniando a livello fotografico la giornata, come ad esempio lei,Fotografi al TA12chi, muovendosi con plasticità, ha ricordato l’importanza di danzare sulla Rete Diego Orzalesichi regalando momenti di simpatia attraverso essenziali ma incisivi tweet analogici, con la semplicità di un post-it e di una pennaTweet Analogico e chi, facendo leva sulle proprie passioni, coinvolgendo degli amici, le ha messe a disposizione per rendere ancora più originale quel pomeriggio (io però un po’ di Ricchi e Poveri li avrei messi, eh?!?)Enrico_sestyle dj

Questo è il motivo per cui, secondo me, non a torto i Tweetawards sono stati definiti una grande festa, perchè non sono stati occasione di inutili auto-celebrazioni, ma hanno dato a ciascuno la possibilità di essere protagonista in maniera diretta, portando e ricevendo qualcosa, lavorando sul proprio Brand Personale in maniera pulita e trasparente, e aiutando gli altri a fare lo stesso.

E così come per chi c’era, la stessa possibilità è stata data a coloro che l’evento l’hanno seguito su twitter. In molti, infatti, hanno scelto di “contribuire” a modo loro, dando sfogo a simpatia e creatività inserendosi perfettamente, come lui, nel clima della festa:

E poi ci sono stati, come dicevo all’inizio, quelli che ne hanno parlato male, non risparmiando toni offensivi verso l’evento, gli organizzatori, i partecipanti. Non voglio certo mettere in dubbio il diritto alla libertà di parola, ma mi chiedo a cosa sia giovato, per quelle persone, utilizzare dei toni tanto accesi per demolire un’occasione che per altre persone è stata, invece, così importante. La Rete ti permette di scegliere chi e cosa seguire, di tacere o di commentare. Cosa ne guadagni tu (e di conseguenza il tuo Brand) a sputare addosso a qualcosa o qualcuno di cui non condividi pensieri e comportamenti? Quale contributo o spunto di crescita fornisci per te e per gli altri se non generando polemica che alimenta altra inutile polemica?

I tempi di crisi, come quelli che stiamo ampiamente vivendo, credo ci ricordino il valore dell’essenzialità: possiamo scegliere di sprecare il tempo in sterili polemiche che non giovano a nessuno, in primis a coloro che le fanno nascere, ma possiamo utilizzarlo per lavorare positivamente su di noi, sostenendo gli altri nel loro percorso, magari scegliendo di partecipare ad eventi che possono arricchire dandoci la carica.

Ecco, carica è la parola giusta che sintetizza lo spirito con cui me ne sono tornato a casa dopo questa trasferta milanese: un misto di gioia per aver incontrato vecchi amici e per averne conosciuti di nuovi, soddisfazione per quello che sono riuscito a comunicare e quello che mi sono sentito dire e, last but not least, spunti interessanti su cui riflettere che molti partecipanti (forse senza rendersene conto) mi hanno regalato con la loro freschezza e spontaneità.

Nel tempo a mia disposizione scelgo di lavorare per il mio Brand Personale, scelgo il confronto, scelgo di dare e di ricevere, di aiutare e di essere aiutato. Questo mi fa sentire vivo e mi fa star bene, e magari fa star bene anche chi mi sta vicino; perchè dovrei rinunciarci?

Questa è la mia scelta, cari amici. Ditemi nei commenti qual è la vostra.

(Per la foto dei dj ringrazio Patticrue)

Questa voce è stata pubblicata in Eventi, Personal Branding e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Autore:

Damiano Bordignon è co-founder e communication/relationship coach presso Sestyle, progetto di Treviso che promuove, attraverso la formazione e la consulenza, il Personal Branding nel Nord-Est.

Maggiori informazioni su Damiano Bordignon

12 Commenti

  1. I #TA12 sono stata una cagata pazzesca! (cit.)

  2. Lady Zeta

    Bellissima e solare analisi. Spesso chi critica invidia. Partendo da questo presupposto, io che non ho potuto partecipare, ho gioito con tutti voi che mi avete fatto vivere l’avvenimento in diretta anche se a distanza!

    • Grazie per il tuo commento, mia cara. Uno degli effetti positivi dell’entusiasmo è che è contagioso. Se ha colpito anche te, è solo cosa buona. La prossima volta ti vogliamo di persona, eh?!? :)
      Buona serata e a presto

  3. Grazie mille Damiano… del tifo.. dell’amicizia.. del post.. e dell’umanità… quattro cose meravigliose…
    Io voglio solo dire che se nel mondo si respirasse la #lovvotica che permeava nei #ta12.. beh… si vivrebbe meglio… forse i problemi non si risolverebbero (questo è vero) ma sarebbe di certo molto più semplice affrontarli!

    • Grazie a te per quello che scrivi, Matteo. Siamo sempre di più ad aver bisogno di “un’aria migliore” da respirare, e sono convinto che insieme ce la si possa fare.
      Un abbraccio, amico mio. A presto :)

  4. Io vi voglio in versione tascabile da portarvi in giro con me <3
    Ai Tweet awards io mi sono divertita un sacco e mi sembra che si siano divertiti tutti i partecipanti, quindi chi critica è solo invidioso! :)

    Un bacione!

  5. …che dire? Criticare senza prima conoscere è una condizione talmente auto-limitativa e ottusa che non ha bisogno di ulteriori commenti (e questo per me vale in ogni contesto)… si può essere o meno concordi con eventi del genere, ma come hai scritto tu (anche se anche io avevo i miei preferiti e ho fatto parte della #socialcurvasud :-) le premiazioni sono passate assolutamente in secondo piano rispetto ad altri input ben più importanti: condivisioni, discussioni, inontri, scambi, sorrisi, energia e positività…
    Io ho adorato questa giornata perchè l’ho vissuta come uno schiaffo sonoro a tutti coloro che continuano a perseverare in quello che io chiamo il “regime del terrore”: terrore verso il futuro, terrore ad aprirsi agli altri, terrore di conoscere, terrore di fidarsi della gente… ed è inutile dirlo (basta accendere la Tv) ne siamo circondati…
    Ma noi no! :-) )
    Con Enrico, ad esempio, ho avuto modo di discutere delle nostre passioni davanti ad un ottimo cocktail… mancava solo un bel divano per trasformare quello scambio in una serata degna dei più interessanti salotti parigini :-)
    Insomma…io c’ero, e ho avuto il piacere e l’onore di VIVERVI… e posso proprio dire GRAZIE… il mondo è bello!!! Perchè ci siete tutti voi! ;-)
    un abbraccio!

    • Il clima della giornata c’ha contagiato tutti, vero Rosa? La cosa che mi piace di più di tutto questo è vedere l’entusiasmo con cui ciascuno di noi ha vissuto i TA12 e come stia cercando, ora, di portarlo nella propria quotidianità. Le manifestazioni autocelebrative lasciano il tempo che trovano. Le altre, quelle che si generano dal “contributo di tutti”, portano risultati più duraturi e positivi.
      Io non so quanto il mondo sia effettivamente bello. Certo, incontrare belle persone fa nascere il desiderio di viverlo appieno :) .
      Un abbraccio e mille grazie per il tuo commento :)

  6. Come ho già scritto altrove, uno dei post più belli sui #TA12.

  7. Sorry, non avevo finito…

    Un post completo, ricco di sfumature (non di grigio) e che mi fa venire nostalgia di voi.
    Poi se ci mettiamo anche il fatto che fa luce sul potenziale premio “miglior Stequad”… ;)

Lascia un Commento

Personalizza il tuo avatar registrandoti su gravatar.

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.