#30IFIStour: Banktelling e Umanesimo Digitale

Banca IFIS blogtour
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In viaggio con una banca, soggetto che comunemente suscita un’idea di ingessata distanza e che, in particolare in questo periodo di crisi, non è certo tra i più amati, puoi scoprire invece come, grazie ad una visone innovativa, degli autentici valori etici e una comunicazione trasparente e aperta, possa fornire stimoli concreti per trasformare la crisi in opportunità, per sé, per i propri clienti e per il tessuto imprenditoriale del territorio.

Il 25 e 26 ottobre scorsi abbiamo partecipato al “30 IFIS Tour”, evento organizzato da Banca IFIS per il suo 30° compleanno che ha coinvolto alcuni blogger e professionisti della rete, insieme al management della banca, con lo scopo di raccontare la banca attraverso un ideale viaggio tra le sue sedi principali, da Venezia, Bologna e Firenze, fino Roma.

Un evento che ha saputo distinguersi da altre iniziative analoghe di blogtour, non solo per il coinvolgente racconto della banca e delle sue strategie [rinominato banktelling da un tweet di Enrico Bellinelli] che ha saputo trasmettere la carica innovativa di questa realtà, o per la cura nell’organizzazione con tanto di carrozza riservata in treno per condividere al meglio anche il viaggio e di visita al museo Macro per arricchire l’esperienza, ma soprattutto per l’atmosfera di autentica condivisione che si è venuta a creare e che ha stimolato un confronto profondo e ricco di reciproco scambio intellettuale ed umano.

Premesse

Non vi parlerò nel dettaglio dell’attività della banca, dei prodotti che offre, di come una visione strategica dove etica e profitto convivono stia premiando questa atipica realtà del veneziano, perché non è il mio campo. Preferisco lasciarlo fare a fonti più specializzate e, soprattutto, al lavoro di Mara e di tutto il suo team, ChiaraLuca, Mattia e Scila [Juri, Pamela, come ci foste stati] che, attraverso il sito, i Social, e le varie iniziative messe in atto ve lo possono illustrare sicuramente meglio di me.

Non vi racconterò di come per IFIS sostenere e dare valore alle PMI non abbia solamente un significato finanziario ma passi anche attraverso la condivisione verso l’esterno di conoscenza interna e la diffusione di cultura dell’innovazione e del digitale che ne ampli le opportunità di business, perché il blog Mondo PMI, con i suoi articoli, guide, ebook, e le iniziative gratuite di formazione per imprenditori come “L’impresa nell’Era Digitale” sono lì a farlo al posto mio.

Non vi parlerò di Giovanni Bossi, AD della banca, del suo carismatico brand personale, della forza ispiratrice della sua visione, e dell’impronta che la banca stessa ne porta, perché presto lo avremo ospite su questo blog in un’intervista dove approfondiremo direttamente con lui questi argomenti.

Non vi racconterò nemmeno del piacere di incontrare/ritrovare quegli amici e colleghi che quotidianamente frequentiamo online ma vediamo solo in (troppo) rare occasioni, come Barbara, Erika, Franz, Futura, Giorgio, Rosa e di conoscerne di nuovi e altrettanto interessanti come Alberto (il Direttore Generale, ma fin da subito titoli e terze persone sono stati banditi), Enrico, Francesco, Raffaele, Siro. Né vi descriverò quanto questo “blog tour” sia stato stimolante non solo sotto l’aspetto del confronto professionale e intellettuale, ma anche per quello umano, di networking e senso d’apparenza ad una comunità, perché il lavoro di storytelling che IFIS sta facendo (e che probabilmente coronerà con un ebook) vi saprà trasmettere più efficacemente di un mio breve post l’energia di questi due giorni.

Banca IFIS workshop

Mi limiterò a parlarvi di quello che più mi compete e mi è affine: di brand e comunicazione online, di  web “autenticamente” social e della necessità di una prospettiva nuova che consideri la crisi un cambiamento di paradigma che rimette al centro la persona e fa dell’innovazione tecnologica non un obiettivo da inseguire né un pericolo da temere, ma uno strumento di crescita comune, in uno scenario che mi piace chiamare di Umanesimo Digitale.

Social Media Branding

Fin dalle prime battute dei lavori di sabato mattina si è toccato subito un tema fondamentale: come si utilizzano i Social Media per il business? Servono per vendere “direttamente” i propri prodotti o servizi? Questione dibattuta da tempo nella blogosfera e tra i professionisti di marketing digitale. Il nostro punto di vista è sintetizzato dal titolo di questo paragrafo, e sembra confermato dall’esperienza di Banca IFIS. I Social Media servono per fare Branding, per far percepire il proprio valore raccontando la propria attività, i propri progetti, la soddisfazione dei propri clienti, aprendosi al confronto in maniera trasparente e coinvolgendo gli utenti. Se tutto questo lavoro viene portato avanti da un’azienda [o da una banca, o da un professionista] in maniera coerente e creativa, di conseguenza genererà “indirettamente” lead che verrano poi scaricati altrove (es. online su adwords o offline).

Dall’Ascolto alla Co-Creazione

 

Cosa fare, dunque? Di nuovo il percorso di Banca IFIS sembra da manuale.
Ascolto! Prima di tutto, più importante di qualsiasi altra cosa è ascoltare, ascoltare il proprio mercato di riferimento, ascoltare i propri clienti, ascoltare i propri competitor, e Web e Social Media sono strumenti formidabili a questo scopo. Essere presenti sul Web con un proprio sito o blog, essere presenti sui Social Network, significa fornire uno spazio proprio dove gli utenti possono parlare dei prodotti o servizi che si offrono, e non dover cercare dove lo fanno.

Questo significa anche aprirsi al confronto e alla trasparenza, aprirsi a rischi e critiche, che possono essere gestiti solo se anche all’interno dell’azienda la comunicazione è altrettanto aperta, trasparente e “social” (es. in IFIS Twitter viene utilizzato come sorta di intranet dove tutti all’interno della banca si scambiano le informazioni) e se si è certi della qualità del prodotto o servizio che si offre (es. le critiche per il taglio dei tassi che vengono superate dagli apprezzamenti per i vantaggi del conto).

Un’interazione che porta a farsi conoscere ma anche a conoscere i propri clienti. E che nella migliore delle ipotesi può portare a coinvolgere gli stessi clienti nella creazione di un prodotto nuovo. Ascoltando i loro bisogni, proponendo soluzioni che vengono valutate e votate dagli utenti, per ottenere un prodotto “customer-centrico” che risponde alle loro reali esigenze. E in questo senso l’iniziativa fatta su Facebook da Banca IFIS di co-creazione del conto Rendimax Like è esemplare.

Della Necessità di Essere Autentici

Fare Branding online, guadagnare la fiducia dei propri clienti mettendosi in relazione sui Social Network, tutto passa necessariamente da una comunicazione autentica. Non puoi fingere di essere altro da quello che sei, prima o poi verrai scoperto. Non puoi sperare di coinvolgere gli altri se la tua comunicazione è formale e impostata. E’ necessario che ti metta in gioco in prima persona.

Per un’azienda questo si traduce in bisogno di evoluzione della cultura interna, un processo di dialogo e condivisione interna che coinvolga tutti a partire anche e soprattutto dal top-management. E quando senti l’AD, in jeans e camicia, che chiama col nome di battesimo i propri collaboratori, capisci che sei di fronte ad una realtà dove tutto questo è vissuto quotidianamente.

Autenticità significa anche essere sicuri dell’autentica qualità della propria offerta, perché, come ci ha ricordato Mara alla fine dell’incontro, “prima della comunicazione viene la sostanza”. “Coerenza con il proprio progetto, non ci sono alternative” sottolinea l’AD Giovanni Bossi. Gli fa eco il Direttore Generale Alberto Staccione “Funzioni solo se sei autentico“.

Umanesimo Digitale

Sentire da una banca che fare business “sano”, anche in un periodo di crisi, è possibile a patto che le persone, interne ed esterne alla banca, siano i veri soggetti, che si mettano al centro i bisogni e la dignità del cliente, che si persegua un profitto etico che non sia a discapito di qualcun altro ma in un progetto di crescita comune, che per valutare un’operazione si abbandonino i sistemi numerici puramente quantitativi di affidabilità per conoscere la persona e la sua idea, e la sua capacità di portarla a compimento, mi ha portato ad allargare la prospettiva della mia riflessione.

Se penso all’ambito delle risorse umane (o se preferite hr) da tempo si è ormai capito che criteri quantitativi, come il Q.I., o schematici test di valutazione delle competenze, non sono sufficienti (specie se parliamo di top-management) per distinguere un individuo in grado di eccellere da uno qualificato ma mediocre. Perché le risorse personali sono anche altre, e c’è bisogno di considerare la persona nella sua interezza per poterne valutare le qualità. Ancora una volta è la persona, nella sua complessa originalità, a dover essere al centro del discorso.

Lo stesso Web, che col cosiddetto 2.0 ha dato a tutti la possibilità di diventare creatori e divulgatori di contenuti grazie ai Social Media, di creare reti sociali e professionali superando i limiti geografici e formare community verticali sui Social Network intorno a specifici interessi, di interagire online con i Brand e le aziende relazionandosi direttamente, ha intrapreso un’evoluzione sempre più user-centrica dove è appunto l’utente, l’individuo, la persona il centro della comunicazione.

E allora mi viene da pensare che, forse, è ora di cambiare prospettiva, di smetterla di chiamare “crisi” il periodo che stiamo vivendo e prendere atto che è un cambiamento. Un cambiamento di paradigma che chiede di mettere al centro la persona, in senso olistico di totalità del suo essere umano e non in termini individualistici, e di fare del profitto economico e del progresso tecnologico non degli obiettivi fine a se stessi a vantaggio di una ristretta élite, né dei nemici da combattere per timore o ignoranza, ma degli strumenti di crescita comune.

Mi immagino (sogno forse) un nuovo Rinascimento, un Umanesimo Digitale appunto, che porti con sé questi cambiamenti. E se esistono realtà come Banca IFIS che inseguono questa stessa visione e si fanno mecenate di cultura digitale e innovazione, se blogger e professionisti come quelli che erano presenti al tour continuano a portare avanti il proprio lavoro con passione creativa e coscienza etica e a condividere la propria conoscenza per divulgare questa cultura nuova (se preferite evangelizzare), beh, il sogno mi sembra più vicino, e me ne torno a casa con più speranza e più motivato a cercare di trasformare questo sogno in realtà.

Ringrazio Banca IFIS per l’opportunità che mi ha dato con questa iniziativa, e tutti gli amici e colleghi che l’hanno condivisa con me per i molti stimoli e le interessanti riflessioni che mi hanno regalato.

E spero di essere riuscito a regalarne qualcuno anche a voi di spunto interessante. Che dite, condividete anche voi il mio sogno cyberpunk di un Umanesimo Digitale?

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Enrico Bisetto è personal branding “creative” strategist e co-founder di Sestyle che, attraverso la consulenza e la formazione, ti accompagna a fare di stesso la chiave del tuo successo.

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