Foto e CV: a volte sono più i danni che altro

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Curare il proprio Brand Personale significa prestare attenzione a ogni aspetto di sé che si comunica. Anche quando si allega una foto al Curriculum Vitae.

Il mio lavoro mi porta spesso a confrontarmi con professionisti che si occupano di selezione del personale per gli incarichi più disparati. Tra questi c’è Marika (amica oltre che gran professionista), che lavora nel settore orafo, in queste settimane impegnata nella ricerca di personale per una nuova filiale che deve aprire in Veneto. Volendo aiutarla nella scrematura delle candidature, me la vedo piombare qui con un’aria affranta, qualche giorno fa, e rovesciare sulla scrivania circa 100 curricula di persone che hanno risposto al seguente annuncio:

Cercasi commesso/a settore orafo in zona … Richiesta massima serietà, precisione, bella presenza.

Apro i singoli fascicoli per farmi un’idea dei vari candidati, e ben presto mi rendo conto che qui ci sarà materiale per un post. Se la maggioranza degli speranzosi candidati, infatti, ha inviato un Curriculum molto generico, che va sempre bene dovunque lo invii, una ristretta cerchia di persone sembra invece, da ciò che scrive, particolarmente motivata a conquistare l’ambito posto di lavoro. Peccato che però al curriculum abbia deciso di allegare una foto (i nomi che seguono, ovviamente, non corrispondono alla realtà):

  • Romina è ritratta fuori da una discoteca, indossa una canotta nera di due taglie più piccole della sua, ha uno scollo vertiginoso, capezzoli praticamente a vista (sembra quasi una foto in 3D) e sta strizzando l’occhiolino.
  • La foto di Pamela rivela invece una presenza più acqua e sapone: si è ripresa dall’alto (ottima strategia per valorizzare la figura!), probabilmente dopo tre ore di sonno considerate le occhiaie, e dietro a lei campeggia trionfante la tazza del Water (un tocco di raffinatezza che ti spalanca le porte del regno dell’eleganza);
  • Roberto, invece, la foto l’ha scattata dopo aver probabilmente tagliato l’erba, visto il berrettino stile Doraemon (W l’eterno bambino che è in ciascuno di noi), l’infradito improponibile e la maglietta della salute macchiata che indossa;
  • Giulia, come Pamela, ha scelto il bagno come luogo per il suo shooting: è truccatissima, davanti allo specchio, lipstick rosso che spara a mille e le labbra serrate protese in avanti un secondo prima di regalare un bacio al fortunato avventore. E’ nella posa Marylin de no altri, ma rispetto all’indimenticabile Monroe questa è distante anni luce;
  • Fabio è ritratto al lavoro, dietro a una scrivania, recita la parte del dipendente perfetto e realizzato e sfoggia un sorriso che introduce alla paresi. Ci si potrebbe anche cascare, peccato che nella lettera di presentazione allegata ci tenga a specificare che la sua vita è stata costellata “di impieghi assolutamente inutili, per cui ora voglio qualcosa di più serio”. Ovviamente il CV non fa menzione di quelle terribili esperienze, di cui la foto è evidentemente testimonianza.
  • Roberto, infine, ha aspettato il momento più bello della giornata per ritrarsi: la colazione. Seduto a tavola vicino a qualcuno che è appena stato brutalmente rimosso dalla foto, sta per gustarsi lo yogurt con i cereali (se me lo inquadravi meglio, il vasetto, magari ne capivo anche la tipologia) mentre la brioche chimica, appena uscita dal preservativo in plastica, è malinconicamente appoggiata su un tovagliolino della Scottex alla sua destra.

Dopo le inevitabili risate e battute (che ovviamente qui non posso riferire), rifletto su cosa abbiano in comune tutti questi candidati:

  1. hanno bisogno di un lavoro;
  2. stanno in qualche modo mettendosi in gioco e si impegnano anche nel cercare di scrivere qualcosa che li distingua dalla folla, PERO’…
  3. sono del tutto ignari (o disinteressati) del fatto che in ciò che comunicano mancano di coerenza.

Allegano infatti foto che sono completamente inadatte rispetto a ciò che scrivono (e che viene richiesto), che disorienterebbero anche il selezionatore più accondiscendente: Pamela sembra richiedere l’intervento di Clio Make Up, Roberto potrebbe essere assunto in un vivaio, Fabio necessita di un percorso psicoterapico, Roberto spera di venir chiamato da Antonio Banderas per rassettare il mulino, mentre Romina e Giulia puntano alla qualifica di igieniste dentali.

Così facendo si rivelano imprecisi, poco attenti, e, di conseguenza, poco affidabili agli occhi di coloro che potrebbero dar loro una possibilità.

Inutile dire che nessuno di questi è stato convocato per un colloquio preliminare, mettendo Marika nella condizione di cercare altri candidati (con ulteriore investimento di tempo ed energie) e i papabili del Cottolengo alla ricerca di nuove posizioni da ricoprire.

Al di là delle battute, vedi, quello che mi amareggia di più è pensare che probabilmente questi candidati, in cuor loro, non vedendo accettata la domanda, si limiteranno a dire che in tempo di crisi non si riesce a trovar lavoro, che è colpa del Governo o dell’esaminatore di turno. Penseranno inoltre che il mondo ce l’ha con loro e così via e continueranno imperterriti a inviare le stesse foto e CV nella speranza di trovare qualcosa anzichè cominciare a guardare a loro stessi come un Brand e porsi delle domande riguardo all’immagine complessiva che comunicano .

Ora, candidato che stai per inviare un CV e magari stai pensando di allegarci una foto, mi rivolgo a te:

Lo vuoi capire che non funziona più come una volta, dove per ottenere un impiego si guardava alle sole competenze professionali? Vuoi finalmente adeguarti al fatto che tutti, oggi, sia che puntiamo alla libera professione piuttosto che al lavoro dipendente siamo chiamati a lavorare sul nostro Brand Personale in ogni suo aspetto affinché il risultato finale che si comunica sia coerente?

Quando ti proponi per una candidatura, chiediti quali aspetti della tua personalità siano maggiormente in linea con i profili richiesti e fai in modo che ciò che scrivi e la foto (se proprio la devi mandare) li metta in evidenza.

Coloro che esaminano il tuo CV, oggi, non cercano di escluderti, anzi, vorrebbero dartelo quel posto di lavoro (sai quante energie si risparmierebbero?!?), ma se tu non fai nulla per comunicare un’immagine complessiva chiara, precisa, coerente di te, inevitabilmente verrai giudicato come poco affidabile e rischierai pure di finire nella cartella dei Curricula Ridicula.

Lavorare con maggior attenzione sul tuo Brand Personale ti permetterà di distinguerti dalla folla e di essere notato per le tue qualità, di trovare più facilmente quello che cerchi e (last but not least) di ridurre la dose di antidepressivi di chi, oggi, si occupa di selezione del personale.

E voi che dite, cari amici, siete d’accordo con me se dico che un’immagine vale molto di più di mille parole e che perciò oggi c’è bisogno di maggiore attenzione quando la si invia con un curriculum vitae? A voi la parola.

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Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  36 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 18 febbraio 2013 Rispondi

Davvero!
A me ne sono capitati alcuni sotto le mani spettacolari, al livello dei citati nel (solito grandioso) post.

Non mi soffermo sul contenuto del CV in sé “mi propongo come blogher, scrivo anchio dei blog quotidianamente” ma sulle foto.. ok, io ho la Morte Nera dietro e forse non dovrei parlare (:D) però almeno fa nerd.
Più di una faccia rubizza fotografata con il boccale alzato e uno spinello (true story) sul tavolo, di lato.
Che diavolo :D

scritto da Sonia il 18 febbraio 2013 Rispondi

Benedetto, che sia lo stesso amante della birra cui accennavo io?! :D

scritto da Benedetto Motisi il 19 febbraio 2013 Rispondi

probabile XD o fa parte della stessa Anonima Alcolisti :D

scritto da Damiano Bordignon il 19 febbraio 2013 Rispondi

Beh, ma vedi, Benedetto, l’idea del “Nerd” è in qualche misura coerente se pensiamo alla tua professione e alle tue passioni come blogher ;). Quello che lascia sgomenti è il vedere invece scene di scempio ordinario, che comunicano più che altro pressapochismo e poco spirito di riflessione.
Un abbraccio mio caro :)

scritto da Emanuele Tolomei il 1 marzo 2013 Rispondi

E’ tutto vero. devo dire che quando a me è arrivato il cv di Danilo, attualmente nostro collaboratore, sono rimasto entusiasmato solo nel vederlo nel suo insieme. Diciamo che una foto e due righe messe bene, ordinate, e con una particolare cura del layout, sono più di mille attestati in fila in una lista puntata

scritto da Damiano Bordignon il 1 marzo 2013 Rispondi

Grazie per il tuo commento, Emanuele.
Sono lieto che anche tu metta l’accento sulla coerenza. Quando questa c’è, la candidatura non può passare inosservata.
A presto :)

scritto da Riccardo Zuccaro il 18 febbraio 2013 Rispondi

Damiano parole sante!!!!! Anche io da tempo mi batto per le stesse cose (io aggiungo che la stessa regola vale per i Social Network) eppure ancora siamo qui a parlarne; come del resto la storia dei cv in formato europeo, odiati dalla stragrande maggioranza degli HR, eppure mi sono imbattuto anche stamattina, in persone che fanno formazione e ancora illustrano come compilare il cv in formato europeo!!! Ma dico siamo fuori?
Grandi ragazzi sempre i numeri uno!!
Riccardo

scritto da Damiano Bordignon il 19 febbraio 2013 Rispondi

Che dire, caro Riccardo? A forza di dai e dai le persone inizieranno a capire. Almeno voglio sperarlo.
Io, da’altro canto, mi sento spesso dire “Si vabbé, ma cosa ci vuole a curare il proprio Brand Personale”. In quei casi mi vien da rispondere “Tanta pazienza, da parte di chi dovrà aiutarti a rimediare alle figuracce che farai”…
Un abbraccio e mille grazie per questo commento :)

scritto da Sonia il 18 febbraio 2013 Rispondi

Qualche settimana fa il mio ragazzo ha ricevuto un curriculum corredato di foto da alcolista, con tanto di boccale di birra, espressione esaltata ed esultante nonché ambientazione irish. Peccato che l’azienda non stesse cercando un cultore della fermentazione alcolica.
Probabilmente alcuni non comprendono che non ci si ferma a guardare la foto che scelgono di inviare, ma le si giudica anche! Il primo accorgimento “salva-faccia” che mi viene in mente è mettersi nei panni di coloro che – da una foto e da un cv – devono costruire e giudicare (da sconosciuti) una prima idea della nostra personalità.

scritto da Damiano Bordignon il 19 febbraio 2013 Rispondi

Cara Sonia, probabilmente questa potrebbe essere una soluzione così come, prima di inviare il tutto, mostrare la foto a un amico, chiedendogli cosa, secondo lui, la foto comunica e per quale “posizione lavorativa” ci si potrebbe di conseguenza candidare.
Mille grazie per questo tuo commento e a presto :)

scritto da Mariangela Tripaldi il 18 febbraio 2013 Rispondi

Seguo da tempo Sestyle che offre sempre spunti utili e pratici sul Personal Branding.
Complimenti!

In base alla mia esperienza diretta sul campo, non posso che concordare su tutta la linea:

- Qualità mediamente bassa dei CV sia a livello di contenuti, che di forma e struttura..nonostante tutti i consigli e le guide reperibili sul web e non solo!

- Scarsa consapevolezza di sè, del proprio valore e delle proprie competenze, che rappresentano la base del Personal Branding…indispensabili per la ricerca del lavoro!

- Attribuzione 100% all’esterno (crisi, annunci truffa…ecc) dell’inefficacia della candidatura.

Ad ogni modo ho notato nel tempo una crescente esigenza di ottimizzare il proprio CV (della serie: dopo aver mandato 200 CV, se nessuno mi risponde, forse qualcosa che non va nel mio modo di presentarmi c’è)!

La forma conta tanto quanto il contenuto: se sono una persona valida e motivata ma mi presento in modo sciatto e poco interessante, non riceverò attenzione!

Come si dice…non avrai mai una seconda occasione per fare una buona prima impressione!

Buon lavoro :D!

scritto da Damiano Bordignon il 19 febbraio 2013 Rispondi

Che dire, cara Mariangela? Sono d’accordo su tutta la linea.
Ecco perché continuiamo a pensare che la Formazione allo sviluppo e alla cura del proprio Brand Personale sia oggi di primaria importanza.
Grazie mille per il tuo contributo e a presto :)

scritto da Paola il 19 febbraio 2013 Rispondi

Damiano!!
many claps for you!

scritto da dario il 20 febbraio 2013 Rispondi

vogliamo le foto dei candidati!!!!! (soprattutto quella in 3d)

scritto da Damiano Bordignon il 21 febbraio 2013 Rispondi

Ahahahahah, caro Dario, questo purtroppo non lo posso fare, anche se credo che Marika ne avrebbe una voglia matta ;).
A presto :)

scritto da Nicola Boschetti il 21 febbraio 2013 Rispondi

Urka… sono andato subito a rivedere la foto nel mio CV… mi sembra la foto migliore che ho (ovviamente il soggetto fa quello che può)… ma ora mi sorge un dubbio: è davvero produttivo inserire la propria foto nel CV? Tempo fa ho richiesto una consulenza da un’azienda che si occupa di redazione di CV professionali, e mi hanno *fortemente* sconsigliato di mettere la foto nel CV! #chesifa ?

scritto da Damiano Bordignon il 21 febbraio 2013 Rispondi

Nicola buongiorno,
personalmente mi allineo anch’io alla versione “Se non ti è richiesto evita”: non sai in quali mani andrà quella e come potrebbe essere giudicata.
Preferisco curare quelle che compaiono sui Social Network (visto che comunque sempre più Recruiters vanno a controllare le presenze online dei candidati), che ovviamente però devono essere coerenti rispetto a quanto si è scritto.
Grazie per il tuo commento, Nicola.
A presto :)

scritto da Patrizio Benotto (@PatrizioBenotto) il 21 febbraio 2013 Rispondi

Viva il personal Brand ma temo le “istruzioni per stolti” in caso di curricula.
Dall’altro lato della scrivania preferisco foto con birra, water o canotta macchiata: permettono di avere la giusta prospettiva su intelligenza e propensione al lavoro dei candidati.
Il tempo sarebbe perso nel valutare (o dare una possibilità) a Miss “maglietta ristretta”, il cui unico spunto di intelletto in vita sia stato leggere Sestyle prima di inviarmi il curriculum.
Sono troppo drastico?

scritto da Damiano Bordignon il 21 febbraio 2013 Rispondi

Diciamo che sei stato molto diretto, caro Patrizio ;).
Personalmente giudico diversamente “Missa maglietta ristretta” dall’amica del Water: la prima era completamente fuori luogo rispetto alla posizione richiesta, mentre la seconda, valorizzandosi meglio, potrebbe aver avuto una possibilità.
Grazie per la tua riflessione, mio caro. A presto :)

scritto da Dario il 21 febbraio 2013 Rispondi

Ciao Patrizio,
si forse troppo drastico ;) io apprezzerei che una persona prima di cercare lavoro si documentasse almeno su come si scrive un curriculum, una lettera di presentazione, come si fa un colloquio…. almeno quello……..

Damiano: peccato… :D

scritto da Francesco Margherita il 1 marzo 2013 Rispondi

Io parto dal presupposto che i curricula non andrebbero proprio mandati per email ne presentati a mano. Voglio dire che sono proprio contrario alle candidature. Per me le persone dovrebbero costruire nel tempo a piccoli passi una reputazione talmente solida da consentirgli di essere contattati da chi ha già visto il curriculum online (magari sopra un buon blog personale).

scritto da Damiano Bordignon il 1 marzo 2013 Rispondi

Buon pomeriggio Francesco,
credo che lentamente il mercato si stia muovendo in quella direzione.
Ogni itinerario di Personal Branding, infatti, si pone come obiettivo quello che tu hai già descritto.
Certo, considerata la mentalità con la quale oggi ci troviamo a fare i conti, probabilmente ci sarà ancora bisogno di tempo (molto) prima di veder invertito il classico processo di selezione.
A presto e grazie per il tuo commento :)

scritto da francesco il 15 giugno 2013 Rispondi

Io parto dal presupposto che i curricula non andrebbero proprio mandati per email ne presentati a mano. Voglio dire che sono proprio contrario alle candidature. Per me le persone dovrebbero costruire nel tempo a piccoli passi una reputazione talmente solida…

scritto da Damiano Bordignon il 15 luglio 2013 Rispondi

…da essere sotto gli occhi di tutti, giusto? :)
Buongiorno Francesco, e grazie per il tuo commento.
Credo che i due concetti, ad oggi, possano convivere. Se da una parte, infatti, credo che sempre più aumenterà l’importanza della reputazione che ciascuno si crea nel tempo attraverso il proprio operato, off e online, al momento, vista anche la modernità del nostro tessuto lavorativo e sociale, il concetto di CV è ancora molto forte, e trascurarlo sarebbe un rischio.
Buona giornata e a presto :)

scritto da Silvia il 13 agosto 2013 Rispondi

Salve, grazie per l’interessante articolo e relativi commenti.
Le foto sono fondamentali per ottenere lavori quale quello di una commessa, questo lo so per certo poiché ho visto personalmente diverse responsabili del personale gettare il curriculum solo per l’assenza di foto. Ovvio in altri lavori immagino che l’apparenza conti meno e si utilizzi la foto per dedurre in parte il carattere del candidato.
Quello che mi chiedo e che chiedo a voi, volendo cambiare lavoro ed andare verso un lavoro di segretaria è più appropriato un documento word redatto in modo da far vedere che si conosce l’utilizzo del programma oppure il curriculum europeo (che però qui è stato sconsigliato)? ed ancora un curriculum ristretto con solo i lavori più attinenti e facilmente leggibile in una pagina o molto dettagliato con qualunque lavoro abbia fatto? vi ringrazio anticipatamente per i consigli, Silvia

scritto da Damiano Bordignon il 2 settembre 2013 Rispondi

Silvia buongiorno e scusa per il ritardo di questa risposta, ma nelle settimane di ferie noi “sestyli” lasciamo riposare anche il blog.
Venendo a noi, ti darei qui alcune indicazioni generali: orientativamente il CV non dovrebbe superare le 2 pagine.
Per il resto, partirei da un’altra domanda: che cosa prevede quella specifica posizione per cui sto mandando la mia candidatura (non è più sufficiente dire che ci si orienta verso l’ambito di segretaria)? Che apporto nuovo ed originale potrei dare (come le mie particolarità possono incastrarsi con quello che il ruolo richiede)? Come posso fare perché questo si capisca?
Parti sempre dal punto di vista di chi si trova ad esaminare decine di CV per un’unica candidatura, che in pochi minuti ha bisogno di capire se tu puoi essere la candidata ideale oppure “una delle tante”.
Infine, tieni conto del fatto che ogni ambito può essere diverso. Sta a te capire quanto puoi spingerti con la creatività (diverse tipologie di CV a cui far riferimento) o quanto, invece, sia meglio “restare sul classico”.
Spero di esserti stato utile.
Buona giornata e a presto :)

scritto da Ily il 14 novembre 2013 Rispondi

Sono infermiera e, in un annuncio lavoro, hanno chiesto l’invio del curriculum con foto. Cosa mandare?! Articolo interessante :)

scritto da Damiano Bordignon il 21 novembre 2013 Rispondi

Buongiorno Ilaria e grazie per il tuo commento (al quale rispondo vergognosamente dopo una settimana).
Non ci sono indicazioni standardizzate che vanno bene a prescindere.
Così in generale ti posso dire che se ti è stata richiesta una foto ne sceglierei una che “comunicasse” quegli aspetti di te che più sono in linea con quelli richiesti dalla candidatura (il contesto in cui scattarla viene di conseguenza). Un modo per “facilitarti” la scelta, una volta che avrai individuato alcune possibili foto, è quello di farle vedere ad alcuni amici e parenti, senza spiegare a che cosa ti servono, facendoti dire che cosa secondo loro comunicano le diverse immagini. Gli altri, è bene ricordarlo, a volte hanno una visione di noi più imparziale e, di conseguenza, da tenere in considerazione.
Spero di esserti stato utile. A presto :)

scritto da Margherita il 17 gennaio 2014 Rispondi

Ho riso un sacco leggendo il tuo post…anche se ora ho timori a mandare la mia foto perchè non è formato tessera anche se molto semplice (volto in primo piano, sfondo sfuocato, sguardo dolce, ma serio) Cmq credo che sia impossibile scrivere un CV di sole 2 pagine! Premetto che uso il formato europeo perchè in realtà è quello consigliato dalle università, soprattutto se si usa anche all’estero. Proprio, quindi, per l’impaginazione che ha questo tipo di CV (molti spazi larghi, due colonne) è impossibile scrivere tutte le informazioni richieste in 2 pagine… Nel mio caso, per esempio, pur avendo poche esperienze lavorative (sono neolaureata) ci sto in 3… però sai, liceo, laurea triennale dal nome lungo 2 righe, altrettanto per la specialistica, master, corsi extra di formazione…perfino le materie devo mettere (importante in realtà visto che le facoltà anche se hanno lo stesso nome sono diverse e puoi scegliere di inserirne diverse)…capacità personali, informatiche, linguistiche (so 4 lingue: hai voglia a scrivere i livelli di conoscenza di ognuna) e infine…pure gli hobby o le capacità artistiche (che per me sono tante…) Ho cercato di selezionare, ma….. arrivo in fondo alla 3 :)

scritto da Damiano Bordignon il 17 gennaio 2014 Rispondi

Lietissimo che il post ti sia piaciuto, cara Margherita.
Rispetto a quanto scrivi riguardo alla lunghezza del CV devo dire che, leggendo le tue argomentazioni, non ho alcuna obiezione, ma allo stesso tempo mi chiedo: quando un CV arriva nel tavolo di un selezionatore, e quella persona (e sottolineo persona) si trova a leggere 10, 50, 100 CV in una giornata per trovare la figura giusta per una specifica posizione, a cosa darà più importanza dopo aver passato una – o più – giornate a leggere di titoli di studio, master conseguiti, materie seguite,…?
Chi questo lavoro lo fa di professione spesso mi confida che i CV, oggi, sono tutti uguali, e troppo incentrati sull’aspetto scolastico o sulle mansioni già ricoperte (requisiti che comunque sono fondamentali, capiamoci bene), mancando così di personalità e di originalità, e quegli stessi esaminatori, proprio perché persone, mi dicono che quando leggi decine di CV “fatti con lo stampo” (alcuni addirittura lunghissimi) tendi a non prestare più la massima attenzione a ciò che leggi, giudichi quel candidato/a uguale a tanti altri e speri di trovare qualcuno che, prima o dopo, si distingua dal mucchio.
E’ chiaro altresì che se il tuo interesse è lavorare all’estero il mercato inglese ha delle differenze notevoli rispetto a quello tedesco piuttosto che quello italiano, per cui ti consiglio di adeguare il tuo modello a quello del Paese in cui vorresti inserirti, ma allo stesso tempo ti invito, nel momento in cui stai per inviare un CV, a riguardarlo con attenzione e chiederti se da quelle pagine si capisce chi sei tu e cosa ti contraddistingue o, più semplicemente, solo ciò che hai studiato e che sai fare.
Un grosso in bocca al lupo per tutto e buon weekend

scritto da cris il 17 marzo 2014 Rispondi

Sono d’accordo su tutto…l’unica cosa che vorrei dire è perchè utilizzare tutti questi termini inglesi quando ci sono i corrispondenti in italiano?
brand personale io direi immagine personale

scritto da Damiano Bordignon il 17 marzo 2014 Rispondi

Grazie per il tuo commento Cris, in realtà immagine personale e Brand personale sono collegati ma distinti.
Non esiste in italiano una parola che traduca perfettamente il concetto di Brand. Il Brand Personale, infatti, è composto da immagine, competenze, reputazione e impatto emotivo.
Se ti può interessare approfondire il concetto, ti consiglio la lettura di questo e questo post.
Buona giornata e a presto

scritto da Martina il 16 dicembre 2014 Rispondi

Ciao, voglio esprimere due semplici pareri riguardo ai CV:
- negli ultimi due mesi sono andata alla ricerca di informazioni su come redigere un CV su vari siti. Ciò che ho riscontrato maggiormente è che nessuno fornisce consigli utili in merito. La maggior parte sono più incentrati a dire cosa “non fare” che a fornire, al contrario, indicazioni effettive su come redigerlo. Ovviamene mi rendo conto che il tutto è improntato per lasciare libera creatività al candidato, ma schedare la propria persona tramite due pagine word non è semplice: sono convinta che lo stesso Socrate risulterebbe uno dei tanti monotoni candidati!
Sono curiosa di avere un vostro parere al riguardo.

scritto da Damiano Bordignon il 23 dicembre 2014 Rispondi

Buongiorno Martina,
è legittima la tua richiesta, ma credo ci sia una considerazione da fare: le indicazioni che si trovano in Rete, anche dalle fonti più autorevoli, possono dare dei suggerimenti generali (i rudimenta, chiamiamoli così), delle linee guida che valgono per tutti.
Altra cosa è fornire delle indicazioni precise su come comunicare al meglio la propria creatività nelle due pagine che citi. Per far questo è fondamentale conoscere quella persona. Io stesso mi trovo in difficoltà se mi vengono richiesti consigli specifici da parte di persone che non ho mai visto nè sentito in vita mia. Non è solo una questione di “a chi rivolgi il tuo CV”, ma anche “Chi sei tu? come comunichi? cosa ti contraddistingue? Qual è il tuo stile?”, concetti a cui è fondamentale dare risposta per capire, poi, come comunicare tutto questo al meglio anche nel CV.
È un po’ come richiedere consigli di moda: in Rete trovi indicazioni generali, ma che vanno prese come tali e personalizzate (tieni conto, poi, che non tutti valorizzano la propria figura seguendo “le tendenze” del momento). Se invece si vuole un vestito su misura, allora ci si deve recare da un sarto per farsi prendere le misure…
Spero di esserti stato utile.

Grazie per il tuo commento e a presto

scritto da Un baule pieno di gente il 20 maggio 2015 Rispondi

E pensare che io stavo semplicemente cercando se la fotografia del curriculum dovesse essere in primo piano o un mezzo busto… Mai mi sarai aspettata qualcosa del genere!

scritto da Damiano Bordignon il 18 giugno 2015 Rispondi

Scusa se rispondo solo adesso, amica “dentro a un baule” ;).
La tua è una reazione normale. Per anni ci siamo abituati a dare per scontate molte cose e credere che “fosse sufficiente…”.
Oggi ci viene richiesta maggiore attenzione nel presentarci professionalmente rispetto a qualche anno fa.
Fortunatamente di consigli e indicazioni per presentare al meglio il nostro Brand Personale se ne possono trovare molti, anche in Rete
Grazie per il tuo commento e a presto :)

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