Personal Branding: motivarsi alla realizzazione

Mandela quote
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Cresciamo ascoltando parole, più o meno incisive. Alcune di queste, componendosi in frasi, arrivando alle nostre orecchie possono sostenerci durante l’itinerario verso la realizzazione personale e professionale.

Con ieri, sono passati esattamente 12 anni da quando mi laureai. Dopo qualche giorno di pioggia, Venezia veniva allietata dal sole, Di sole e d’azzurro risuonava nella testa di molti (nella mia ovviamente sì) dopo essere stata presentata a Sanremo e io, vestito con un completo che oggi non metterei nemmeno a Carnevale, andavo a chiudere una parentesi importante della mia vita per poi aprirne un’altra, che ancora oggi è nel pieno del fermento.

Non so dire se e quanto, in quella giornata, abbia avuto spazio e desiderio per pensare al mio futuro. Sebbene stessi lavorando già da qualche anno, certo non sarei riuscito a immaginare la piega che avrebbe preso la mia esistenza negli anni a venire.

Ripercorrere questi 12 anni in pochi minuti mi fa tornare alla mente le tante persone conosciute, i luoghi visitati  nelle giornate di formazione, gli inevitabili dubbi sul “cosa farò da grande” e le tante decisioni prese in questi due lustri e mezzo.

Se mi riguardo nell’ottica del senno di poi rivedo fasi di confusione e altre di maggior chiarezza, periodi più bui e altri più luminosi, ma tutti caratterizzati dalla voglia di realizzarmi personalmente e professionalmente, scommettendo sulla mia unicità e inclinazioni come chiavi di volta.

Per non farmi perdere di vista l’obiettivo, in questo itinerario che è stato ricco di esperienza diverse, mi hanno accompagnato alcune frasi e detti popolari, che ancora oggi vado spesso a ripescare o pronunciare a mo’ di mantra e che contengono degli ottimi spunti per tutti coloro che, come me, mettono al primo posto dei loro obiettivi la cura del proprio Brand Personale:

  1. Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine recita Neruda. In questi 12 anni ho fatto di tutto: Corsi di formazione nei posti più impensati e con i destinatari più “bizzarri”, educatore in Casa Famiglia, istruttore in palestra, insegnante in una Scuola Privata (dove il primo giorno scoprii che dovevo intonare la preghiera…), “stagista” in un vivaio. Qualcuno, negli anni, mi diceva che le tante esperienze troppo diverse tra loro mi avrebbero lasciato alla fine sfiancato e con un pugno di mosche . Per me invece è stato il contrario: misurandomi in ambiti diversi, ampliando continuamente il mio Network, ho affinato la capacità di adattamento e ho compreso che se ti leghi troppo a un settore escludendo tutto il resto, questo rischia di diventare il tuo unico orizzonte. Non sempre avevo la consapevolezza di quanto quella singola esperienza mi sarebbe servita per il futuro, ma ero perfettamente cosciente del fatto che dare seguito a una mia inclinazione prima o poi mi sarebbe servito. Vivere esperienze diverse (in linea con le tue caratteristiche) ti permette di mescolare singoli percorsi dando vita a un risultato unico e particolare in cui tu diventi indiscusso protagonista;
  2. Se non c’arrivi in un modo, cambia strada. Non basta la determinazione per arrivare a un risultato: occorre anche la flessibilità. D’estate, la mosca che in casa ronza perché vuole uscire, sbatte più e più volte sul vetro della finestra. Noi la consideriamo stupida perché non vede la finestra aperta pochi metri più in là, ma come ci comportiamo quando vogliamo arrivare a un risultato e rischiamo di confondere la strada con l’obiettivo? Allenarci alla flessibilità ci permette di non trasformare la determinazione in cocciutaggine, di risparmiare tempo e di arrivare prima al risultato voluto;
  3. Lodete can che te ha ‘na bea coda” (Trad: Lodati cane, che hai una bella coda). E’ uno dei tantissimi detti trevigiani che la mia amica Arianna conosce e che riesce a tirar fuori in ogni situazione che la riguardi. Autocelebrarsi non è mai una buona cosa (che non vuol dire non essere orgogliosi del proprio operato) e rischia di danneggiare il Brand Personale di chi “si loda”. Meglio lasciare al nostro Network la possibilità di giudicare il nostro operato; il passaparola farà il resto.
  4. “Quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, inconsapevolmente diamo agli altri la possibilità di fare lo stesso”. Mandela ci ricorda che questo è uno dei motivi fondamentali per cui abbiamo bisogno di realizzarci, come persone e come professionisti: quando diamo al “nostro meglio” la possibilità di esprimersi, stimoliamo chi ci sta vicino a fare lo stesso, rendendo così migliore la realtà che ci circonda. La gioia e la soddisfazione hanno una cosa in comune con rabbia e frustrazione: sono contagiose. Se vogliamo una realtà migliore abbiamo il dovere (e non solo il diritto) di viverle e, di conseguenza, di comunicarle.
  5. Abbi fede e vai tranquillo. Era una delle frasi che, come ho già avuto modo di dire, mio papà soleva ripetere. Non possiamo controllare tutto ciò che ci circonda, possiamo soltanto impegnarci e fare la nostra parte. Lasciare che poi la vita faccia il resto richiede un grande sforzo di volontà, ma aiuta, quando ci si riesce, a toglierci un po’ di delirio di onnipotenza e a relativizzare ogni situazione che viviamo, accettando che il tempo faccia la sua parte. La fretta non è mai una buona consigliera, e costruire un Brand Personale stabile e duraturo richiede tempo e pazienza.

Si dice che la cosa più importante dell’esistenza non sia il dove si arriva, ma come si svolge il cammino, le persone che s’incontrano e le situazioni che si vivono. Io c’aggiungo anche le frasi che ci animano e ci indirizzano.

Queste sono le mie, quelle che ancor oggi mi accompagnano nella strada verso la realizzazione con sorriso e fiducia.

Le vostre quali sono, cari amici? Spazio ai vostri commenti


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scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  6 commenti

scritto da Benedetto Motisi il 7 marzo 2013 Rispondi

“Chi si ferma è perduto”, sgrassata da tutti i riferimenti politici. Me la ripeteva spesso l’allenatore della mia squadra di basket. Ovviamente intervallata da improperi in clima da partita :D

scritto da Damiano Bordignon il 7 marzo 2013 Rispondi

Probabilmente anche gli improperi possono rientrare nella categoria delle frasi motivanti, non credi Benedetto? ;)
Grazie per il tuo immancabile commento e a presto

scritto da Riccardo Esposito il 7 marzo 2013 Rispondi

“Disse il tarlo alla noce: dammi tempo che ti buco”. In napoletano fa rima (ricett u pappc a noc ramm tiemp che te sportos), ed è una frase che lascia intendere una lieve minaccia. Io la uso per ricordare a me stesso che tempo e impegno portano a risultati concreti.

scritto da Damiano Bordignon il 7 marzo 2013 Rispondi

Riccardo, mia fai tornare indietro di un anno, quando a un corso di Formazione a Napoli mi insegnarono questo detto. Quando ci vedremo di persona giudicherai tu l’esattezza della mia pronuncia ;).
A presto e grazie per il commento :)

scritto da adriana il 11 marzo 2013 Rispondi

Ciao Damiano,
quanto tempo… scusa se ti scrivo qui ma era solo per darti un saluto dopo tanti, tanti, tanti anni (20 + o -?). Ti ho trovato qui per caso, rivisto (in foto) con piacere e riconosciuto i tuoi occhi.
Adriana

scritto da Damiano Bordignon il 11 marzo 2013 Rispondi

Che sorpresa grande e gradita. Anche se non occorre ricordare quanti lustri sono passati ;).
Grazie per aver reso migliore questo lunedì :)

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