#seitulachiave: intervista a Giovanni Bossi, AD di Banca IFIS

Giovanni Bossi
0 Flares 0 Flares ×

#Seitulachiave è una nuova rubrica, uno spazio per conoscere professionisti del panorama italiano che nel loro lavoro utilizzano i Social Network in prima persona, attraverso cui valorizzano e comunicano il loro Brand Personale. Il viaggio inizia con Giovanni Bossi, AD di Banca IFIS.

Abbiamo conosciuto Giovanni Bossi a ottobre dello scorso anno, in occasione di #30IFISTour, esperienza di cui abbiamo già parlato qui. Voce schietta e profonda che comunica sicurezza, dell’AD di Banca IFIS ci ha colpiti fin da subito la passione che lo anima quando parla del proprio lavoro. È una cosa che senti a pelle: non è un diplomatico a cui piace stare sopra le cose, lui le questioni vuole approfondirle, sviscerarle, commentarle, criticarle (con cognizione di causa) se necessario, perché essere un “visionario” lo richiede. È fisico e pratico, quando parla, e sarà anche per questo che, in estate o in inverno, lo vedi con l’immancabile camicia bianca con le maniche arrotolate e l’occhiale arancione, quasi a ricordare al mondo che in una figura istituzionale possono convivere rigore e rappresentanza (il ruolo), con personalità e concretezza (la persona). Seguendolo su Twitter, luogo in cui esplicita la sua presenza Social, ritroviamo lo stesso Giovanni: schietto, diretto, provocatorio a volte, ma deciso a comunicare in modo autentico il suo spirito innovatore.

Decisi ad approfondire la questione, in un pomeriggio di tarda primavera lo re-incontriamo per intervistarlo. Ecco cosa ne è uscito.

A proposito del rapporto tra “ Brand” personale e aziendale, quanto della “personalità” di Giovanni Bossi c’è nel Brand di Banca IFIS (e quanto Banca IFIS influenza il modo di porsi online di Giovanni Bossi)?

Che io influenzi Banca IFIS è una conseguenza della figura istituzionale che rappresento, ed è una conseguenza voluta. Su Twitter mi esprimo come nella vita reale, forse sono solo un po’ più tirato, nel senso che molto spesso mi “limito”. La blogosfera e i social sono abitati da milioni di persone e se non te ne rendi conto rischi di fare grossi danni, soprattutto in un luogo dove vige la regola dei 140 caratteri e non tutti sanno come comportarsi. Dall’altra parte, mi rendo conto che c’è molto timore del possibile impatto delle nostre parole, però sono convinto che ad un AD sia richiesta, quasi istituzionalmente, una visione. Giusta o sbagliata che sia. La Banca è un’azienda che necessita di essere condotta da qualche parte in modo ordinato e assumendo rischi consapevoli. E io cerco di farlo, portando avanti una visione, esponendomi in prima persona, dicendo la mia e accettando i rischi a cui vado incontro. 

Se, avendo letto la timeline del tuo account avevamo il dubbio che il tono che utilizzi su Twitter,fortemente caratterizzato, diretto, a volte provocatorio (sempre con misura), fosse in qualche modo artefatto, ne siamo poi stati dissuasi quando, durante il #30IFIStour, abbiamo ritrovato quelle stesse argomentazioni e quello stesso tono. Quanto di questo è innato in Giovanni Bossi e quanto è frutto dell’adeguarsi allo strumento? 

Potete chiedere a chi lavora in Banca IFIS da tempo e mi conosce, e vi dirà che io sono “di più” di quello che appaio online, perché, come accennavo prima, ogni ambiente ha le regole e modalità che vanno conosciute e rispettate. Mi sono messo in gioco per quello che sono, con le maniche rimboccate, nella quotidianità. E quando ho deciso di aprirmi alla Rete ho mantenuto lo stesso stile. E’ inevitabile che nel tempo una persona cambi ma sono convinto che i princìpi e le inclinazioni di fondo restino inalterati nel tempo. Se ad oggi dovessi scegliere di essere una rotellina anonima di un ingranaggio oppure il fondatore di una start-up bancaria che si espone in prima persona, non avrei dubbi.

Oltre a questo, cosa stimola e che cosa invece preoccupa Giovanni Bossi della propria esposizione online?

Se c’è una cosa che mi gratifica e continua a stimolarmi è contribuire alla formazione delle idee, senza alcuna pretesa ma solo portando la mia esperienza del mondo reale. E farlo mi piace! In questo modo vivo la mia presenza su Twitter. Non cerco i grandi numeri, non ho la pretesa e l’interesse di avere tanti follower (come potrebbe averli un divo del cinema) o di essere sempre connesso a commentare qualsiasi cosa. Parlo di questioni alle quali posso portare il mio contributo, per il piacere di trasferire a chi è interessato un pezzo della mia esperienza. Mi preoccupa invece di venire letto come il banchiere che scrive per interesse personale o aziendale. Nel social network puoi dedurre dai tweet com’è una persona, ma è pur sempre una deduzione parziale. Per questo sto molto attento a ciò che dico. E prima di tutto, ascolto. C’è infatti una percezione diffusa da parte di molti, in Italia, secondo cui chi sta su Twitter deve parlare ma non ascoltare, ed è una percezione tanto errata quanto rischiosa. Ascoltare è la prima cosa. Quando poi mi trovo a commentare o scrivere un tweet, mi chiedo: “È quello che penso? Ne sono convinto o sono influenzato dall’ambiente?” Se capisco che è il mio pensiero, allora lo twitto. Quanti tweet sono rimasti in bozza!

Giovanni Bossi

Hai deciso di sperimentare in prima persona, “mettendoci la faccia”, gli strumenti del web sociale. In che cosa ti hanno sorpreso le dinamiche del web e che cosa ti hanno insegnato?

Ciò che mi ha stupito di più è l’effetto che ha fatto su di me sentirmi chiamato in causa, strumentalizzando alcune mie affermazioni. Sinceramente, mi ha dato fastidio provare fastidio. Così come quando mi rispondono in modo duro con il solo scopo di far polemica. Il metterci la faccia mi ha insegnato che da una parte c’è una varietà di pensiero impressionante, e allo stesso tempo il verificarsi di fenomeni di massa che partono in un modo rapidissimo e che vanno  gestiti con diplomazia, perché rischi di travolgere o di essere travolto. La velocità di circolazione diventa l’eliminazione di ogni filtro. Qui il più veloce vince, e la reazione immediata è diversa dalla reazione mediata e meditata. I social network hanno questo limite: se non sei il primo a rispondere non sei nessuno.

Sappiamo, per come abbiamo conosciuto Banca IFIS, che il vostro approccio al mondo digitale parte dallo sperimentare gli strumenti in prima persona, sia nella comunicazione interna, sia, come nel tuo caso, con l’account Twitter, aprendoti alla conversazione online; inoltre abbiamo visto che, con una serie di iniziative, Banca IFIS cerca di stimolare gli imprenditori del territorio ad abbracciare l’innovazione digitale.  Dalla tua esperienza, il percorso di Banca IFIS può essere replicato anche da altre realtà? Inviteresti i CEO e il top management ad esporsi in prima persona come fai tu? Se sì, perché, quali sono i vantaggi?

Raccomando a tutti i CEO e manager, che hanno l’onere (non l’onore) di gestire, di assumere decisioni per organizzazioni complesse, di comunicare in prima persona. Delegare la gestione completa dei tweet a terzi non ha senso perché lo strumento va utilizzato da chi vive in quell’Organizzazione, anzi, deve essere nel DNA dell’Organizzazione. E chi lo gestisce deve credere a quello che dice o fa. C’è coerenza tra ciò che la tua organizzazione porta avanti e ciò che tu dici o fai? Allora comunicalo. Se l’identificazione della persona con l’Organizzazione viene meno, il rischio di vendere la propria immagine mentre si comunica è veramente alto, e mancando congiunzione di interessi prima o dopo si arriva al conflitto.

Il tempo a nostra disposizione è scaduto. Giovanni Bossi è già atteso da un’altra parte. “Sempre di corsa e sempre in prima linea”, dice sorridente mentre ci stringe la mano, “ma sennò non mi divertirei”. Come non credergli?

Quali insegnamenti traete dall’esperienza di Giovanni Bossi? Ditecelo nei vostri commenti

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×

scritto da

Damiano Bordignon è personal branding/relationship coach e co-founder di Sestyle che, attraverso la formazione e la consulenza, ti accompagna a fare di te stesso la chiave del tuo successo.

  lascia un commento

Ricevi un avviso se ci sono nuovi commenti. Oppure iscriviti senza commentare.

0 Flares Twitter 0 Facebook 0 Google+ 0 LinkedIn 0 Pin It Share 0 0 Flares ×