Banane e I.P.E.R. Formula: i Minions alla scoperta del Personal Branding

Minions e Personal Branding
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Dopo i Lego Stormtroopers e Willy Wonka, questa volta sono stati i Minions ad accompagnarci alla scoperta dell’I.P.E.R. Formula® del Personal Branding e, tra banane e regole di branding, le sorprese e i sorrisi non sono certo mancati: perché divertendosi si impara meglio.

Qualche settimana fa abbiamo partecipato a DIGITALmeet, evento nel Triveneto sulla comunicazione e il digitale promosso da Fondazione Comunica e Talent Garden Padova che ha visto più di 80 eventi in 4 giorni, con un workshop presso la Libreria Lovat di Treviso su Personal Branding e Storytelling. Per l’occasione abbiamo voluto coinvolgere alcuni amici speciali: Andrea Bettini, storyteller autore di “Non siamo mica la Coca-Cola, ma abbiamo una bella storia da raccontare“, e un trio di simpatici personaggini gialli che sicuramente già conosci.

C’era una volta…

Quale incipit migliore per una storia che tratta (anche) di storytelling? Protagonista del nostro racconto è Stuart, un intraprendente Minion che vuol fare diventare business una sua grande passione: le banane.
L’idea sembra buona, visto quanto tutti i Minions amano questo frutto. Ma subito gli si pone un primo problema: distinguersi (e in una comunità di buffi esserini gialli praticamente tutti uguali puoi immaginare che non sia una cosa così semplice).

Stuart, però, non è certo tipo da arrendersi facilmente. Ha sentito parlare di un metodo infallibile per emergere, il Personal Branding, e subito si mette all’opera promuovendo in ogni dove la sua iniziativa. Quello che, ahimè, scopre suo malgrado, quando invece dei risultati sperati si ritrova ignorato se non addirittura respinto, è che il personal branding non è auto-promozione, né qualcosa che ha che fare semplicemente con la presenza (e men che meno con la sovraesposizione) sui Social Media.

Capisce che deve diventare l’AD della sua IO Spa (Tom Peters) non trasformarsi in un prodotto da piazzare sugli scaffali. E che per far questo non servono, quando non diventano persino controproducenti, azioni estemporanee di self-marketing: serve una strategia!

L’I.P.E.R. Formula® del Personal Branding

I.P.E.R. Formula

Per sua fortuna esiste una formula che può aiutarlo. No, non una di quelle partorite dall’imprevedibile genio del Dr. Nefario, ma la nostra I.P.E.R. Formula®. Così, seguendo i diversi step del nostro metodo grazie al Quaderno degli Esercizi, Stuart affronta diligentemente il suo percorso di Personal Branding, dando modo a noi di mettere in luce alcuni punti fondamentali ai fini del nostro discorso.

Partendo dalla propria Identità (Chi sei?) e lavorando sulla Consapevolezza delle proprie inclinazioni, dei propri talenti, punti di forza e punti deboli e sulla definizione dei propri obiettivi, Stuart scopre che alla base della propria Unicità dev’esserci una Vision. Non basta un obiettivo economico, serve una motivazione più alta, un’ambizione, un sogno, per fornire la spinta necessaria a raggiungere la propria realizzazione. Non solo, scopre anche che più ci si specializza maggiore sarà la qualità del proprio lavoro e che, per far questo, c’è bisogno di collaborare con altri amici, altrettanto speciali e specializzati, per integrare in maniera complementare le diverse risorse. E così arruola nel suo progetto Kevin e Bob.

Con i due nuovi soci si dedica quindi alla Proposta (Cosa sei?), per dare Originalità al proprio brand grazie agli aspetti più concreti e misurabili della Proposta Unica di Valore (competenze, offerta, target) e a quelli più intangibili ed emotivi dell’Immagine (valori, passioni, storia). Ecco che ora alla Vision si affianca una Mission: se la Vison è il “perché” che motiva i propri obiettivi, la Mission è il “come” si vuole raggiungerli. E, ragionando su questo “come”, i nostri protagonisti si rendono conto che, in fondo, l’idea iniziale di vendere banane a chiunque non era così buona, meglio puntare ad una nicchia precisa, diventare un “lovemark“, che attrae grazie alla creatività, all’immaginazione e alla personalità del proprio brand.

Social Media Persona

Social Media Persona

Esaurite le prime due fasi, più analitiche e introspettive, è il momento per il nostro trio di novelli imprenditori di aprirsi all’esterno, affrontando lo step dell’Espressione (Come sei?). Qui, concentrandosi sulle caratteristiche relative alla Reputazione (credibilità, autorevolezza, impatto) e alla Comunicazione del proprio brand (sensi, emozioni, stile), Stuart e soci comprendono l’importanza della Coerenza. Ma non basta, scoprono anche uno strumento molto utile per esprimere in maniera coerente il proprio brand: la Social Media Persona.

Definire la propria Social Media Persona, ovvero individuare e stabilire le peculiarità che caratterizzano la presenza del proprio brand online, non significa indossare una maschera, scrivere un copione da recitare “a soggetto” né, tanto meno, interpretare un personaggio lontano da ciò che si è realmente. Siamo tutti persone complesse, con molte sfaccettature nella nostra identità, ma se vogliamo che gli altri abbiano una percezione chiara e, appunto, coerente di chi siamo, abbiamo bisogno di fare un po’ di pulizia dei diversi aspetti caratteriali e interessi che ci contraddistinguono (less is more), perché il nostro cervello è abituato a classificare, incasellare (semplificando) anche le persone, e i brand, con cui ci rapportiamo.

La Social Media Persona ci aiuta proprio in questo. Capire a quali figure archetipiche (gli archetipi sono una delle “scorciatoie” del nostro cervello catalogatore) siamo più vicini, qual è il nostro stile che ci rende riconoscibili e stabilire il tone of voice che vogliamo adottare nella nostra comunicazione ci serve proprio a mantenere quella chiarezza e coerenza indispensabili per esprimere efficacemente il nostro brand. La Social Media Persona diventa così una vera e propria bussola che guida la nostra presenza online.

Social Object

Social Object

Finalmente i nostri Minions arrivano all’ultima (e più importante) fase dell’I.P.E.R. Formula®, la Relazione (Come coinvolgi?), perché solo nel rapporto con gli altri, coi propri clienti e partner, un brand (personal o corporate che sia) diventa tale: non siamo noi a stabilire che tipo di brand siamo, possiamo dargli una direzione ma, alla fine, saranno gli altri a farlo. E questo avviene grazie alla Condivisione, che passa attraverso l’ascolto, l’empatia e la creazione di un network di relazioni Autentiche.

Ma da dove partire per instaurare queste relazioni? È qui che Stuart e i suoi amici scoprono il Social Object.

Il Social Object, in sostanza, è la ragione per cui due persone parlano tra loro, anziché con altri. Gli esseri umani sono animali sociali. Amiamo socializzare. Ma, in fondo, deve esserci una ragione per cui ciò accada. Quella ragione, quel “nodo” nella rete è ciò che chiamiamo “Social Object”.

Hugh MacLeod

Ecco, è esattamente questo il Social Object, un punto di contatto, un argomento che genera senso di appartenenza e attorno al quale si va a formare quella community che sostiene e fa crescere il brand. Beh, i nostri amici si fanno prendere un po’ la mano (fotocopiarsi il fondo schiena è certo divertente ma non è esattamente un contenuto di valore attorno cui costruire delle relazioni professionalmente proficue), ma con un po’ di sforzo riescono a trovare i loro Social Object e, soprattutto, a capire come questi facciano da carburante della propria presenza online.

Storytelling

Storytelling

Social Media Persona e Social Object non sono solo due pilastri fondamentali per la propria presenza online, ma sono anche i punti di partenza per il racconto del proprio brand, per fare storytelling. A questo punto, durante il workshop, abbiamo abbandonato momentaneamente la storia di Stuart, Kevin e Bob, per lasciare la parola all’amico Andrea Bettini che, grazie alla propria esperienza e al lavoro fatto nella stesura del suo “Non siamo mica la Coca-Cola, ma abbiamo una bella storia da raccontare“, ci ha illustrato egregiamente l’importanza dello storytelling nella comunicazione del proprio brand.

Come dici? Adesso vuoi sapere com’è andata a finire la storia dei nostri Minions? Beh, è quasi ovvio che utilizzando i nostri consigli e perseverando col loro progetto-banana siano arrivati al successo. Ma la cosa bella è che anche tu hai le stesse possibilità. Il Quaderno degli Esercizi, e con lui l’I.P.E.R Formula®, sono a tua disposizione gratuitamente qui. In più qui sotto trovi le slide utilizzate durante il workshop per DIGITALmeet, se non sei riuscito a partecipare o semplicemente vuoi rivederle, e anche queste le puoi liberamente scaricare dalla pagina download.

E la banana? Beh, noi ai presenti ne abbiamo regalate un cesto, simbolo di quell’idea da far germogliare e crescere per raggiungere la propria realizzazione professionale. Ma sono sicuro che anche tu hai un tuo progetto-banana che ti gira in testa da un po’ e che è pronto a prendere vita con le giuste cure per diventare qualcosa di straordinario. Perché in fondo, non ci stancheremo mai di dirlo, l’I.P.E.R. Formula® ti fornisce un metodo e ti suggerisce come utilizzare gli strumenti più adatti, noi stessi possiamo aiutarti con i nostri consigli e con la nostra consulenza, ma per il tuo Personal Branding e per la realizzazione dei tuoi obiettivi SEI TU LA CHIAVE!

Sei tu la chiave

Se non l’hai ancora fatto, scarica il Quaderno degli Esercizi, oppure contattaci direttamente e inizia a dare forma concreta al tuo progetto di Personal Branding. E poi, anche qui nei commenti, facci sapere come prosegue la tua di storia.

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Enrico Bisetto è personal branding “creative” strategist e co-founder di Sestyle che, attraverso la consulenza e la formazione, ti accompagna a fare di stesso la chiave del tuo successo.

  3 commenti

scritto da Francesco S. il 22 dicembre 2015 Rispondi

Se tutti leggessero questi articoli il lavoro del webmaster sarebbe molto più facile. Risorsa fondamentale per fare branding aziendale!! Grazie per aver condiviso con noi!

scritto da valentina8785 il 4 aprile 2016 Rispondi

Che idea simpatica, hanno sicuramente fatto in modo di rendere l’argomento più scorrevole. Ottimo articolo, grazie!

scritto da Enrico Bisetto il 5 aprile 2016 Rispondi

Ciao Valentina, grazie dell’apprezzamento! Se spulci tra le nostre presentazioni vedrai che per noi è ormai un’abitudine cercare di renderle più accattivanti e coinvolgenti con protagonisti “improbabili”, felice che ti piaccia l’idea ;)

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